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RIFORMA FISCALE/ Monti e Obama, una sfida a colpi di tasse

Pubblicazione:giovedì 23 febbraio 2012

Mario Monti e Barack Obama (Infophoto) Mario Monti e Barack Obama (Infophoto)

Dall’altra parte dell’Atlantico, invece, Obama è pronto a ridurre le imposte per le imprese, portando il limite massimo dal 35% al 28%. Per il settore manifatturiero, inoltre, si dovrebbe scendere fino al 25%. Per evitare poi che le imprese possano portare impianti e produzioni fuori dai confini, sarebbe allo studio una tassa minima sugli utili esteri delle aziende americane multinazionali. I costi di questa riforma, nelle intenzioni della Casa Bianca, verranno compensati da tagli a incentivi e sgravi per le imprese, in particolare nel settore energetico. Un atto senz’altro importante in un periodo di crisi economica che gli imprenditori di ogni Paese vorrebbe vedere approvato dal proprio governo.

I problemi per Obama non saranno di fattibilità economica, ma politici. I Repubblicani, infatti, vorrebbero un tetto più basse alle imposte per le imprese. Rick Santorum, addirittura, sarebbe pronto ad azzerarle per il settore manifatturiero. È proprio il caso di dire: roba dell’altro mondo.



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