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100 GIORNI DI MONTI/ L’esperto: ecco le incognite che pesano sul Governo

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Mario Monti (Infophoto)  Mario Monti (Infophoto)

Credo che sia un capitolo da affrontare, inevitabile, ma che è indubbiamente anche doloroso per alcune persone. Penso a un taxista che si è comprato la licenza a un costo di 150mila euro e probabilmente di più. È come se venisse espropriato all’origine nei suoi sovraprofitti. Su questo punto, su cui non sono molto competente, posso dire che le liberalizzazioni sono necessarie, che
sono complicate e anche che si può fare molto di più.

C’è stato anche un pacchetto semplificazioni, se così si può dire.

Anche in questo caso non saprei dare un giudizio esatto, una valutazione precisa. Vorrei ricordare a tutti che è difficilissimo semplificare questo Paese per tutte le norme che si accavallano, che si moltiplicano. Mi sento di dire che sia in fatto di liberalizzazioni che in fatto di semplificazioni, il fattore principale e sostanzialmente positivo è stato quello di cominciare. Il nodo vero resta la riforma del mercato del lavoro. Quello è un punto decisivo e fondamentale.

C’è poi il problema della crescita. Il governo aveva abbinato il rigore dei conti a delle manovre che dovrebbero favorire la crescita.

Si possono certamente mettere a punto delle misure che favoriscono la crescita. Qui ci sono tanti settori che vanno sostenuti. Bisogna pensare a una riduzione del peso della burocrazia, ai problemi dell’istruzione e della formazione. I problemi sono tanti. Ma su questi punti non ci si può attendere risultati dall’oggi al domani. Questi sono impegni che vanno presi e i cui risultati si possono vedere al termine di una legislatura. Io penso a qualche risultato dalla lotta all’evasione fiscale per recuperare il necessario per investimenti significativi. Questo si può ipotizzare.

Poi c’è comunque il quadro generale dell’economia, la recessione.

E questo è l’aspetto più importante, quello a cui siamo appesi tutti. Riassumendo, il giudizio sui primi cento giorni è sostanzialmente positivo, ma le incognite sono ancora tante.

 

(Gianluigi Da Rold)



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