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DECRETO SEMPLIFICAZIONI/ Sì all'Ici per la Chiesa, no al fondo per le famiglie: le novità dal Cdm

Pubblicazione:venerdì 24 febbraio 2012

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Decreto semplificazione e Ici alla Chiesa. Le novità del Cdm - Dopo un Consiglio dei ministri durato più di sei ore, il Governo ha approvato il Decreto per la semplificazione fiscale. Da segnalare una novità importante rispetto alle attese della vigilia: non viene istituito il fondo in cui far confluire i proventi derivanti dal recupero dell’evasione fiscale che sarebbero dovuti andare a diminuire le tasse che pesano sugli italiani. Già nei giorni precedenti erano crescenti i dubbi e le perplessità sulla possibilità che si potesse diminuire la prima aliquota Irpef, per i mancati introiti che questa scelta avrebbe comportato. Si pensava che qualcosa sulle detrazioni fiscali per i carichi familiari si potesse fare, ma così non è stato.

Questa però non è l’unica novità rispetto alle attese: il governo ha infatti rinviato l’esame della norma sulla modifica della Golden share nelle aziende a controllo pubblico ma ormai privatizzare, come Eni, Enel e Finmeccanica. La modifica della normativa attuale era dettata da un rilievo fatto nei mesi scorsi dalla Commissione europea e l’ipotesi che circolava negli ultimi giorni era di far sì che lo Stato potesse opporsi all’acquisto da parte di società extra-Ue di imprese ritenute di rilevanza strategica.

Per quanto riguarda il pagamento dell’Ici-Imu da parte della Chiesa, il Presidente del Consiglio aveva già fatto sapere in giornata di aver presentato in Senato un emendamento al decreto liberalizzazioni per far sì che l’esenzione riguardi gli immobili nei quali si svolge in modo esclusivo un’attività non commerciale. Il Pdl ha già fatto comunicato di voler avere un chiarimento per sapere se le scuole paritarie debbano considerarsi esenti o meno.

Vediamo ora quali sono invece le misure approvate dal Consiglio dei ministri con il decreto in 13 articoli sulla semplificazione fiscale.

Rateizzazione dei debiti tributari - Il contribuente, qualora decadesse la rateazione accordata, potrà comunque accedere, una volta ricevuta la cartella di pagamento delle somme iscritte a ruolo, alla rateazione per momentanea difficoltà economica. Sono previste, in particolare, tre soluzioni: a) piani di ammortamento a rata crescente fin dalla prima richiesta di dilazione; b) esclusione della decadenza dal beneficio per mancato pagamento della prima rata ovvero di due rate successive; la decadenza opera solo in caso di mancato pagamento di due rate consecutive; c) divieto di iscrivere ulteriori ipoteche oltre la prima.

Codice dei contratti pubblici - Fino a ieri, il contribuente ammesso a una rateizzazione del debito tributario veniva considerato inadempiente e veniva quindi escluso dalle gare di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi. Il provvedimento pone rimedio a questa situazione, e considera il contribuente a tutti gli effetti adempiente (anche se a rate). Saranno gli uffici finanziari a rilasciare le apposite certificazioni e specificare l’effettiva situazione in cui versa il contribuente.

Comunicazioni e adempimenti formali - Al contribuente viene consentita la presentazione della comunicazione ovvero l’assolvimento del particolare adempimento previsto, anche in ritardo, comunque entro il termine della prima dichiarazione fiscale utile e in ogni caso prima dell’inizio dell’accertamento. Il contribuente pagherà peraltro una sanzione minima di 258 euro. In questo modo si salvaguarda il contribuente in buona fede e vengono sanati quei soli comportamenti che non pregiudicano l’interesse erariale, né l’attività di accertamento.


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