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FINANZA/ 2. Fratta Pasini: un grande attacco speculativo contro le banche italiane

Pubblicazione:venerdì 24 febbraio 2012

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Non credo a questa affermazione: preferirei invece riferirmi alle dinamiche della concorrenza e dei mercati che si sono andate affermando negli ultimi dieci anni, e che hanno generato uno degli attacchi speculativi più intensi che mai siano stati sferrati nei confronti del Paese e del sistema bancario italiano. Dietro la pressione esercitata sui titoli sovrani ci sono soprattutto intermediari finanziari che operano con una visione esclusivamente di breve termine. E c’è dell’altro.

 

Cosa?

 

Le recenti e più restrittive regole imposte dall’Eba e da Basilea 3 hanno reso più complesso il lavoro delle banche italiane, generalmente più dedite al finanziamento dell’economia reale che non all’intermediazione di strumenti derivati e strutturati su mercati regolamentati e non. L’accelerata necessità di maggiore patrimonializzazione che ne è derivata, non ha fatto altro che rendere meno fluido l’accesso del credito all’economia già esposta all’influenza della recessione internazionale.

 

Tra pochi giorni si terrà una nuova asta Ltro della Bce. In molti hanno salutato con favore questo intervento dell’Eurotower. Lei pensa che sia così importante?

 

La stagnazione dei trasferimenti sul mercato interbancario, conseguente a una generalizzata caduta di fiducia tra intermediari, ha reso indispensabile l’intervento della Bce con strumenti appropriati. Per le banche italiane pesa inoltre l’impossibilità di accedere ai mercati internazionali all’ingrosso a seguito della crisi del nostro debito sovrano e dei conseguenti downgrading arrivati a raffica dalle società di rating. È evidente quindi, come gli interventi della Bce diventino un’essenziale funzione di ponte, in attesa che torni la normalità sui mercati finanziari e interbancari.

 

In questo modo si potrà cercare di arginare il fenomeno del credit crunch?

 

Per rendere più certa e veloce tale iniziativa sarebbero auspicabili provvedimenti delle autorità nazionali ed europee volti ad agevolare e incentivare le attività creditizie a favore delle Pmi, che il quadro normativo attuale non favorisce e anzi penalizza rispetto ad attività di natura meramente finanziaria.

 

(Lorenzo Torrisi)



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