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ALITALIA/ Air France e petrolio, le nuove incognite per il dopo-Sabelli

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Un merito della compagnia è stata la capacità di rifocalizzarsi, seppur lentamente, verso i business più profittevoli, quale quello intercontinentale. Anche il prossimo anno il vettore continuerà a far crescere e a migliorare la flotta a lungo raggio e al contempo rinnoverà quella a breve raggio. Questa azione è essenziale per aumentare la competitività dell’impresa, dato che una flotta più recente abbatte i costi di produzione anche del 10%.

L’azione di Rocco Sabelli, da me criticato più volte in passato, si può dire che sia stata improntata alla flessibilità. È riuscito a capire quali erano i punti deboli del piano Fenice, primo fra tutti l’eccessivo focus sul mercato domestico, e ha saputo riportare il vettore verso il pareggio operativo. Un risultato non da poco in un mercato difficile come quello aereo. Il nuovo direttore generale, e presto nuovo amministratore delegato, Andrea Ragnetti, si troverà tuttavia un mercato estremamente complicato, con una caduta dello yield davvero importante. Una sfida molto complicata, ma che dovrà essere vinta se il vettore vuole continuare a volare.

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COMMENTI
27/02/2012 - ALITALIA/ Air France e petrolio, le nuove incogni (alberto servi)

l'infelice decisione di aver dato credito all'AD uscente dimostra che chi ha avuto in mano le sorti del trasporto aereo in Italia non ha capito che il revenue di una compagnia aerea non può fare a meno di una rete Lungo Raggio. L'Alitalia è ora nel mezzo della concorrenza con le low cost dove di soldi se ne fanno pochi e destinata al solo compito di "feeder" vale a dire portare i passeggeri a Parigi, Francoforte e Londra per essere trasportati da ALTRI verso le destinazioni più lontane.