BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

MANOVRE/ Il "nascondino" di Marchionne contro il declino di Fiat

Pubblicazione:

Sergio Marchionne (Infophoto)  Sergio Marchionne (Infophoto)

Avrebbe certamente questo significato, ma credo che Marchionne ormai non senta più questo legame, che anche per la Fiat e per gli Agnelli è piuttosto labile. È risultata fondamentale la scelta di acquistare la Chrysler, migliore sia sotto il punto di vista commerciale che finanziario. La testa resta quindi in America, indifferentemente da quella che sarà la localizzazione, per cui Torino non è più la "capitale" della Fiat, ma una "provincia".  

    

Nell'intervista viene fatto notare a Marchionne che "Ford e Gm varano piattaforme da 2 milioni di pezzi", e lui risponde che "oltre il milione le economie di scala tendono a esaurirsi".  È davvero così?

 

Generalmente, più grande è la scala e più grandi sono le economie. Bisogna però sottolineare che un milione è già un numero molto elevato di unità, e andando molto oltre questa cifra la sua affermazione potrebbe essere vera. Bisognerebbe quindi conoscere meglio i dati, ma in generale non mi trovo d’accordo con quanto dichiarato. Tra l’altro Marchionne dice che le economie di scala “tendono” a esaurirsi, che sembra ancora una volta voler nascondere una difficoltà. Del resto, qualche anno fa nasceva il progetto Fabbrica Italia, con cui si annunciava di voler arrivare alla produzione di sei milioni di automobili, inclusa la Chrysler, entro il 2014. Già quest’anno tutti i maggiori esperti, attraverso le analisi sui risultati della sola Fiat, hanno stabilito che un progetto del genere non è più realistico.  

 

Marchionne dice anche che "la Fiat ha scelto di rallentare il lancio dei nuovi modelli per la scarsità della domanda in Europa", ma gli viene fatto notare che i concorrenti hanno fatto l’esatto opposto. Ecco quindi, sottolinea l’ad del Lingotto, "che Peugeot-Citroen, Opel, Renault e la stessa Ford Europe perdono soldi nel Vecchio Continente". Crede quindi che la strategia di Marchionne si sia rivelata giusta?

 

No, non credo che la Fiat abbia fatto bene. Un problema strutturale, che esiste da prima dell’era Marchionne e che esiste tutt’ora, è quello di non essersi mai veramente allineati alla concorrenza. Marchionne sembrava aver cominciato con una politica diversa, ma successivamente si è fermato. E se la Fiat ha ritardato il lancio dei nuovi modelli è perché ha paura di investire e perché non si sente sicura. Inoltre l’ad del Lingotto cita Peugeot, Renault e altri, ma non per esempio le case tedesche, come Bmw, Audi e Volkswagen, che invece si rinnovano in continuazione.

 

Ma allora Marchionne cosa sta aspettando?


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >