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FINANZA/ Quell’allarme che lega Italia e Grecia

Pubblicazione:domenica 26 febbraio 2012

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Grazie al cielo abbiamo cambiato rotta e ora la situazione è talmente cambiata che, quasi, non ci ricordiamo dove eravamo fino a poco tempo fa. Da problema siamo diventati soluzione, i ministri non litigano più tra loro e formano una squadra compatta, la considerazione internazionale è cresciuta esponenzialmente, conosciamo i redditi del governo con una trasparenza superiore a quella dei paesi più avanzati, chi evade le tasse non si sente più un furbo e comincia a dubitare che gli convenga persistere in questa abitudine, ma soprattutto abbiamo messo il bilancio in pareggio. È importante non dimenticare da dove siamo venuti e riflettere su quanto sta avvenendo in Grecia per continuare ad andare avanti con coraggio e per dotare l’Italia delle riforme necessarie, a partire da quella del lavoro.

Il cammino che dovrebbe fare la Grecia per uscire dalla propria situazione è lo stesso di quello fatto dall’Italia. Si tratta di un percorso estremamente difficile e che da noi sta avvenendo per una serie di felici concause difficilmente replicabili.

 

La riabilitazione è un processo lento e faticoso

Anche in Italia il miglioramento delle condizioni richiede tempo. Monti ha dichiarato che l’obiettivo non è di ridurre, ma di azzerare lo spread. Non si vede perché, una volta ripristinate le giuste condizioni, si debba continuare a pagare questa tassa sull’inefficienza a favore dei Paesi più ricchi. L’obiettivo è lodevole e mi auguro che possa essere raggiunto, ma, personalmente, prevedo che lo spread a fine anno viaggerà intorno ai 250 punti. Se la Grecia non riuscirà a fare in modo autonomo un cammino virtuoso saranno coloro che finanziano il debito che interverranno dall’esterno. Si può discutere se sia giusto limitare la sovranità di un popolo, ma la storia insegna che quando non si è in grado di pagare i propri debiti e si ricorre ad aiuti esterni si limita la propria sovranità.

Il vertice dell’Eurogruppo ha posto una prima serie di limitazioni alla sovranità della Grecia, ma, sicuramente, non saranno le ultime perché il processo di ristabilimento di Atene non sarà breve e sarà costellato di numerosi interventi esterni. Anche la prossima volta la Grecia non sarà né in default, né salvata, ma riceverà aiuti economici e dovrà rinunciare a un ulteriore pezzo di autonomia.

La riabilitazione richiederà altri interventi. Il divario tra Italia e Grecia può aiutarci a comprendere lo scampato pericolo e il cammino impervio che attende i greci.



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COMMENTI
05/03/2012 - Cancellare i debito con altro debito? (Marco Masciangelo)

Non sono sicuro che la soluzione giusta per uscire dalla Grecia sia quella che sia stata intrapresa. D'altronde, è successo spesso che gli Stati che hanno accettato prestiti si sono trovati poi in situazioni ancora peggiori di quelle iniziali. La Grecia fa veramente paura, speriamo di essere riusciti ad evitare quella situazione, anche se c'è ancora molto da lavorare