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100 GIORNI DI MONTI/ D'Angerio (Il Sole 24 Ore): ecco la "bussola" che serve al governo contro la crisi

VITALIANO D'ANGERIO commenta i cento giorni del governo Monti, le riforme attuate finora e la maggiore credibilità internazionale dell'Italia. Che però presenta ancora molti problemi...

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Il governo dei tecnici continua a riservarci venerdì di “sorprese”, una serie di provvedimenti che a volte centrano il problema, ma che spesso lo aggirano o lo rinviano. I “cento giorni” sono stati raggiunti con un bilancio che nessuno, in ultima analisi, può definire non positivo. I conti pubblici sono in sicurezza per adesso, un embrione di privatizzazioni e semplificazioni è stato varato, c'è il riscontro di uno spread che scende e c'è indubbiamente una riguadagnata credibilità internazionale dell'Italia sui mercati. Eppure, l'incertezza sul futuro c'è ancora e nessuno riesce ad azzardare una realistica valutazione sulla crisi. C'è una dichiarazione del ministro Corrado Passera che è in fondo il “termometro” dell'umore che c'è nel nostro Paese nei confronti del sistema bancario: "Noi dobbiamo fare cose come quelle che abbiamo fatto nella prima crisi, quando banche e imprese si sono messe insieme e hanno inventato la moratoria, hanno messo in condizione le imprese anche in difficoltà di superare la fase più difficile della crisi, non escludo che ci si arrivi a una cosa del genere". Intanto le banche non sembrano soddisfatte di alcuni provvedimenti del governo. C'è il peso di “Basilea 3”, quello dei parametri dell'Eba, poi una serie di normative da parte del governo che hanno infastidito il sistema bancario. Il conto corrente gratuito dei pensionati che guadagnano 1500 euro, ad esempio. Quella cifra è da considerarsi lorda o netta? Sembra che la differenza sia rilevante per le banche. Poi ci sono i problemi legati all'assicurazione di un mutuo. Sull'altro versante, dalla parte della clientela si fanno notare restrizoni sui mutui, sempre timori su un possibile credit crunch, il costo delle operazioni. Insomma è un quadro non certo rasserenato. Vitaliano d'Angerio, giornalista de Il Sole24 Ore, capisce le insofferenze, le incomprensioni, i nervosismi di questo clima legato principalmente all'incertezza della crisi.

In una situazione come questa ci può essere qualcuno che ha più ragione di un altro?

In questo momento è un esercizio che non serve a nessuno. Le banche hanno avuto la loro responsabilità in tutta questa lunga vicenda delle crisi. Hanno commesso degli errori. Come si può non ammetterlo? Ma al momento credo che si debba uscire da questa logica di una ricerca del “capro espiatorio”. Questo è il tipico risultato delle crisi, la ricerca del responsabile.

Che cosa suggerisce in questo momento?