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ICI E CHIESA/ L'esperto: vi spiego l'equivoco che "strangola" il non profit

Pubblicazione:lunedì 27 febbraio 2012

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Gli utili devono essere reinvestiti, e su questo siamo d’accordo, ma pensare che il no profit possa essere completamente no profit è assolutamente anacronistico e contrario a qualsiasi approccio di tipo economico e aziendale. Se la mentalità è questa assisteremo a una sorta di strangolamento progressivo, un immobilismo che non tiene conto del fatto che un’attività non può continuare se non vengono effettuati investimenti.  

Come si potrà risolvere la questione?

Si potrebbe porre come obiettivo l’equilibrio economico-finanziario dell’attività, che possa offrire la possibilità di mantenere una continuità e un dinamismo aziendale, facendo in modo che ci sia almeno il pareggio o un differenziale positivo tra costi  e ricavi che poi vengono reinvestiti. È necessario poi, come detto, mettere in atto un’analisi del valore economico delle attività no profit, perché senza una reale quantificazione non si arriverà a niente.

 

(Claudio Perlini)



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