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ICI E CHIESA/ Sapelli: per punire il Vaticano Monti fa fuori il non profit

Pubblicazione:lunedì 27 febbraio 2012

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Chissà se i gelati che compravo all’oratorio salesiano da piccolo erano attività commerciali per don Romano, il quale dismetteva la sua figura di calciatore espertissimo nonostante la tonaca per improvvisarsi gelataio e di lì a poco divenire operatore cinematografico in una sala certamente con scarse dotazioni di sicurezza rispetto a quelle oggi richieste (eppure mai un incidente successe o un disguido si verificò all’entrata e all’uscita). Certo, una volta non mi lasciò entrare al cinema perché non avevo i soldi, e me la presi così male sino a quando non capii che voleva in tal modo ch’io imparassi ad amministrare le poche lire che mia mamma mi dava la domenica per passare all’oratorio tanto la mattina quanto il pomeriggio, e il cui importo a don Romano era noto, domenica per domenica…

I gelati e il cinema per lui erano opere di apostolato da cui traeva non il suo sostentamento, ma appena i denari per pagarne i costi. Il mezzo era mezzo e solo mezzo: il fine era salvare le anime. E se si salvano le anime, l’Ici non si deve pagare. Non esiste una contabilità della teodicea, ossia della salvezza. Non riesco a entrare nella logica della discussione dell’Ici alla Chiesa, ossia proprio non riesco a distinguere cos’è commerciale nell’attività della più grande organizzazione benefica del mondo.

E lo ammetto anche quando penso, io vecchio operaista, che tra queste attività ci sono, e c’erano nella mia infanzia, le scuole per i ricchi, o che noi ritenevamo tali, per i quali il solo bene che si può fare è di renderli meno crudeli ed egoisti… ma anche questo è operare per il bene e diminuire le armi di distruzione di massa che la ricchezza può lanciare contro il bene e la grazia nel mondo.

Insomma: la discussione mi pare veramente di lana caprina. Distinguere ciò che è profit e ciò che è not for profit nell’ambito ecclesiale è cosa affatto diversa da qualsiasi altra sfera di vita esistente al mondo. E questo vale per i cattolici come per le altre fedi. Nell’Islam a nessuno verrebbe mai in mente di tassare le Fratellanze Musulmane e le loro attività e non per fanatismo, ma perché si riconosce che vi è una sfera della vita associata che sfugge e deve sfuggire alla reificazione del mercato.


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COMMENTI
29/02/2012 - una nuova Ideologia (alcide gazzoli)

2 considerazioni: a-Come mai un fervente cattolico- il presidente del Consiglio, entra - e io credo aimè con totale convinzione - in una questione cosi evidentemente equivoca, senza la chiara capacità di distinguere le profonde diversita delle attivita della Chiesa anche qualora commerciali con lucro, dalle societa per azioni x esempio? I soldi della Chiesa a chi vanno? alla Chiesa per il suo sostentamento, ai bisognosi è noto. (tralasciando la naturale presenza anche qui di delinquenti peccatori..che come tali devono essere considerati) Insomma constatiamo un Monti "intimamente" cattolico, coerente, integerrimo e politicamente-praticamente..chesso..massone? b-è evidente che siamo soggiogati da una " ideologia delle tasse, dello stato giusto"..: "Se tutti pagassero le tasse...ehh allora si che esisterebbe la felicita, la giustizia..ecc" Basti guardare la vergognosa pubblicita in tv. Ma dove!? ma cosa?! La solita fandonia che consegnando la ns liberta e le ns ricchezze allo stato- un'entita per forza giusta!- tutto sarebbe risolto?...ma per favore..maddai... Di fronte al crollo voluto e perseguito delle antiche famiglie politiche italiane - cattolici, socialisti, liberali..- la liberta del popolo si è ridotta. Una nuova ideologia troneggia. Accorgersene, denunciarlo è gia una grande cosa.

 
27/02/2012 - Mari e Monti (Antonio Servadio)

Ciò che mi pare più strano è il modo apparentemente sbrigativo con cui sono stati presi vari provvedimenti, incluso questo. Ma prima ancora, non posso non ricordare quel che ho letto su Monti all'inizio del suo mandato: uomo ligio alla messa domenicale, moglie dedita al volontariato, e quindi clero molto ben disposto nei suoi confronti. Ognuno tragga le proprie conclusioni.

 
27/02/2012 - Ici e Chiesa (FabioMassimo Addarii)

Di questo articolo non può non apprezzarsi lo spirito, l'intelligenza e la profondità! Bravo, bravo, bravo. Chi deve convivere quotidianamente con i cd. "cattolici adulti" (ma che vorrà mai dire?) non può che far propria la conclusione dell'articolo, pienamente evangelica, noi siamo solo dei CATTOLICI senza bisogno di alcun aggettivo e in quanto tali vorremmo essere puri e innocenti come i fanciulli cercando di amare chi ci circonda. Purtroppo, come si è sempre detto, "il denaro è lo sterco di satana"!!!!!

 
27/02/2012 - CONDIVIDO, SERVE UNA RIVOLUZIONE ANTICONFORMISTA (piras mario)

E' vero, ci troviamo in un contesto di feroce persecuzione alla Chiesa cattolica, non soltanto in Oriente, dove i cristiani vengono sistematicamente sterminati, ma anche e soprattutto in Occidente, dove vengono sbeffeggiati, insultati, e umiliati in ogni occasione. Una persecuzione non meno violenta di quella praticata altrove. Basta guardarci attorno: l'attacco dell'amministrazione Obama alla chiesa americana, con la questione dei farmaci abortivi, che mette a rischio il senso stesso delle strutture sanitarie cattoliche; l'assalto dell'amministazione inglese al matrimonio, con il tentativo di legalizzare quello tra coppie dello stesso sesso; l'attacco ideologico (perché in fondo si parla di pochi spicci)dell'amministrazione Momnti alla chiesa cattolica in italia, cominciata con l'Imu per le strutture no profit, come ben esposto in questo articolo, e che proseguirà, vedrete, con l'assalto alla famiglia: la Fornero ha già abbondantemente esternato in questo senso. Che fare? C'è bisogno di una chiesa combattiva, ma per questo non possiamo né dobbiamo aspettare le mosse delle gerarchie vaticane. Dobbiamo essere noi cattolici, appunto la Chiesa, ad essere anticonformisti come dice il Santo Padre, a ribellarci nella nostra cristianità a questo attacco satanico, non accettando compromessi al ribasso, testimoniando sempre Verità e Giustizia, con le fede di chi sa che i nemici potranno vincere molte battaglie, ma non prevarranno mai.