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Economia e Finanza

RATING LEGALITA'/ Marseguerra: un "premio" alle imprese che può aiutare il Pil dell'Italia

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Stiamo in sostanza creando un’altra Agenzia di rating per le imprese, e sappiamo quanto queste non godano di particolare fiducia in questo periodo. Il lavoro di un’agenzia di rating è molto complicato, perché bisogna stabilire con precisione quali sono i criteri in base ai quali viene attribuito il cosiddetto rating di legalità. È comunque chiaro che lo scopo è riuscire a sottrarre le imprese che si comportano onestamente alla criminalità: molto spesso infatti assistiamo a imprese finanziate dalla criminalità, che quindi hanno liquidità a costo zero e riescono a spiazzare chi invece si comporta correttamente. La crisi favorisce chi ha denaro liquido, e la criminalità organizzata ne ha sempre, diventando quindi sempre più potente. La criminalità approfitta della crisi e l’illegalità può impadronirsi di un’impresa sana, magari facendosi scudo dell’imprenditore incensurato ma in grave difficoltà a causa dei debiti.

Questa norma potrebbe quindi anche combattere l’usura?

Certo, potrebbe rappresentare anche una forma di prevenzione dell’usura. Se con questo rating di legalità le imprese possono avere più facilmente accesso al credito, evitano di rivolgersi all’usuraio di turno. Il problema principale riguarderà però il modo per rendere concreta e operativa questa norma.

Quale potrebbe essere un modo plausibile?

Credo che si dovrà ricorrere all’utilizzo massiccio di autodichiarazioni, con cui le imprese dichiarano di essere completamente trasparenti, sotto ogni punto di vista, prendendosi ovviamente la responsabilità di subire dei controlli. Se si vuole far prevalere un po’ di libertà responsabile, questa dovrebbe essere la prima mossa, e potrebbe anche essere un modo per rendere concretamente e rapidamente efficace questa norma, ovviamente definendo gli impegni che deve prendere un’azienda, che dovrebbero così garantire un più facile accesso al credito.

 

(Claudio Perlini)   

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