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SPREAD/ Arrigo: vi spiego il "grande abbaglio" di Berlusconi e Monti

Pubblicazione:martedì 28 febbraio 2012

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Guardando anche alle manovre varate in passato, Brunetta potrebbe anche avere ragione. Dopo ogni manovra di finanza pubblica, infatti, lo spread è sempre salito. È successo nel 2010 con la prima manovra straordinaria di Tremonti e perfino con quella di Amato del 1992, ma sono tutte manovre fatte a breve termine, che vogliono migliorare i saldi, ma che hanno portano effetti recessivi sulla crescita, e che quindi vengono percepite come tali dai mercati.

Allora è vero che, come dice Brunetta, contano strategie di lungo periodo?

Sì è verissimo, e per questo ritengo che l’avvio di processi di riforma, pur diluiti nel lungo periodo, ma fatti seriamente, possano avere effetti più consistenti.

Secondo lei, quella dello spread è davvero "una grande bugia"?

Più che una grande bugia, direi che si è trattato di un grande abbaglio. Ci siamo fatti abbagliare dalla rischiosità percepita e comunicata dai mercati, e abbiamo fatto maxi manovre che creano recessione e di conseguenza ostacolano il raggiungimento dell’equilibrio del bilancio pubblico.

Secondo lei, il governo Monti ha iniziato a fare quello che secondo Brunetta conta di più nell’andamento dello spread, cioè credibili strategie di lungo periodo?

È quello che adesso sembra aver iniziato a fare, però solo dopo un primo provvedimento di manovra che aveva caratteristiche qualitative molto simili a quelle di Tremonti. Il mercato ha però bisogno di riforme, e se queste saranno sufficienti lo vedremo solo più avanti. C’è però un rischio, cioè che dopo il grande inganno dei mercati, che improvvisamente non hanno più avuto fiducia nell’Italia e fatto aumentare gli spread in maniera così consistente, ci possa essere una fase di relativa tranquillità in cui con lo spread che scende sembra che il governo Monti abbia fatto tutto, ma in realtà non è ancora così.

 

(Claudio Perlini)



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