BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

FINANZA/ Fortis: così i nuovi soldi di Draghi tengono a galla l'Italia

Mario Draghi (Foto Imagoeconomica) Mario Draghi (Foto Imagoeconomica)

Se nessuno avesse salvato le banche sarebbe giusto che la Bce non “regalasse” loro dei soldi. Dato che però siamo in un mondo asimmetrico, dove americani, inglesi e giapponesi sono intervenuti con il quantitative easing, e gli europei sono gli unici rimasti con il cerino in mano, credo che la mossa di Draghi, accompagnata anche dal rigore necessario a mettere in ordine i deficit (prima ancora che i debiti) degli Stati, sia necessaria.

 

In molti hanno però segnalato che la liquidità immessa nel sistema non arriva poi nel circuito dell’economia reale, attraverso il credito alle imprese e alle famiglie.

 

È chiaro che come studioso di economia reale, vicino al mondo delle imprese, non posso non guardare con occhio negativo e critico alla seconda ondata di credit crunch che sembra aver colpito il Paese dopo quella del 2009. Allora fu un fenomeno nato per i timori reciproci delle banche e l’incertezza. Questa volta mi sembra che siano le richieste dell’Eba sulla patrimonializzazione delle banche e i timori di una recessione a far sì che non affluiscano alle imprese i dovuti capitali. Tuttavia, dobbiamo anche pensare che le banche, utilizzando in questo momento i prestiti della Bce per sostenere i titoli di stato, stanno evitando qualcosa di ben più grave del credit crunch.

 

Che cosa?

 

Il fallimento del debito pubblico, a cui siamo andati molto vicini. Forse non abbiamo realizzato che il vero motivo per cui lo spread è sceso a partire da dicembre è stata la prima tranche dell’operazione Ltro, che ha riportato gli investitori sul mercato dei titoli di stato. Ora, non c’è dubbio che la situazione sia critica sul fronte del flusso di credito a imprese e famiglie, ma pensare che gli investimenti delle banche sui titoli di stato siano solo un modo con cui esse stanno facendo i loro interessi e migliorando i propri bilanci è una visione parziale. Infatti, così facendo, pur egoisticamente, le banche stanno supportando una situazione dei conti pubblici che aveva rischiato di diventare esplosiva. Quindi si tratta di vedere anche il bicchiere mezzo pieno e non solo quello mezzo vuoto.

 

Pensa che questa seconda iniezione di liquidità possa far scendere ancora lo spread?