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Economia e Finanza

FINANZA/ Fortis: così i nuovi soldi di Draghi tengono a galla l'Italia

C’è grande attesa per la seconda operazione straordinaria Ltro della Bce che inietterà liquidità nel sistema bancario. MARCO FORTIS ci spiega quali effetti positivi può portare

Mario Draghi (Foto Imagoeconomica)Mario Draghi (Foto Imagoeconomica)

C’è grande attesa sui mercati per gli esiti della seconda operazione straordinaria Ltro (Long term refinancing operation) della Banca centrale europea che verranno comunicati oggi. L’Eurotower offrirà quindi liquidità alle banche europee a un tasso dell’1% per tre anni. La prima tranche di dicembre si era conclusa con erogazioni di liquidità per 489,2 miliardi di euro, delle quali hanno beneficiato 523 banche europee. Allora l’operazione fu salutata con entusiasmo e fu ritenuta una svolta importante e fondamentale. Marco Fortis, economista e vicepresidente della Fondazione Edison, ci spiega che in effetti «se non ci fossero stati quei prestiti della Bce non so come sarebbe andato l’inverno per l’Italia e la Spagna. Non so se sarebbero bastate le iniziative prese dal governo Monti o l’annuncio della costituzione del Fondo salva-Stati, di cui ancora non si sa bene quale sarà l’entità».

Non trova che questa operazione che porterà un’altra grande iniezione di liquidità sia in contraddizione con la linea di rigore perseguita dall’Europa, che chiede per esempio alla Spagna di portare in un anno il suo rapporto deficit/Pil dall’8% al 4,4%?

A parte il caso greco, ritengo che sia giusto proseguire sulla strada del rigore, e in certi casi anche doveroso. Alla Spagna è stato comunque chiesto di rientrare stando ancora sopra il vecchio limite del 3% del rapporto deficit/Pil, mentre l’Italia si è impegnata in un obiettivo ancor più importante: il pareggio di bilancio. Anche la Francia dovrà comunque mettere a posto i suoi conti. Il fatto che la liquidità immessa nel sistema bancario dalla Bce venga investita anche in titoli di stato, portando così un po’ di sollievo alla crisi dei debiti sovrani, non lo trovo incompatibile con la richiesta di rigore sui conti pubblici. Anzi.

In che senso?

Se un Paese riesce a dare dimostrazione che intende perseguire il rientro dei conti pubblici in maniera seria, come sta facendo l’Italia, può conquistare quella necessaria fiducia che porterà gli investitori, in primo luogo le banche, a investire su di lui. Certo, questa non è la politica ottimale che si potrebbe pensare a tavolino, ma si tratta di una mossa che, in un’area del mondo particolare come l’Europa - dove non c’è un governo unico e dove le soluzioni trovate sembrano essere sopportate, più che condivise, dai paesi leader -, aiuta gli Stati in difficoltà.

L’ex ministro Giulio Tremonti ha detto ieri che è una follia regalare i soldi alle banche come sta facendo la Bce.