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PEUGEOT/ Ecco l'accordo con GM, che ne acquisterà il 7%

Pubblicazione:mercoledì 29 febbraio 2012

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General Motors acquisterà il 7% di Psa Peugeot Citroen. Il gruppo di Detroit e la casa automobilistica francese hanno infatti annunciato di aver trovato un accordo riguardo «la creazione di una alleanza strategica globale di lungo termine e su vasta scala che valorizzerà i punti di forza e le capacità combinate delle due compagnie», e che «contribuirà alla profittabilità di entrambe i partner e migliorerà fortemente la loro competitività in Europa».  L’accordo, con cui GM diventa il secondo azionista del Gruppo francese, si basa essenzialmente su due obiettivi principali: la «condivisione di piattaforme, componenti e moduli» e la «creazione di una joint venture per la gestione degli acquisti». Inoltre Psa Peugeot raccoglierà un miliardo di euro con un aumento di capitale con diritto di sottoscrizione preferenziale per gli azionisti a cui, «come segno di fiducia nel successo dell'alleanza», parteciperà anche la famiglia Peugeot. Il focus iniziale sarà principalmente su auto «piccole e medie, minivan e crossover», con il lancio del primo veicolo su piattaforma comune previsto per il 2016. «Questa partnership offre enormi opportunità per le nostre due società», ha dichiarato il presidente e CEO di GM, Dan Akerson, mentre secondo Philippe Varin, presidente del consiglio di amministrazione di PSA Peugeot Citroën, questa alleanza «è un momento eccitante per entrambi i gruppi e questa partnership è ricca di potenzialità di sviluppo». Le due aziende continueranno comunque a commercializzare e a vendere i propri veicoli in modo indipendente e su base competitiva, ma questa alleanza, come riporta anche Il Sole 24 Ore, non è vista poi così positivamente dagli esperti, soprattutto per i tempi lunghi per l'ottenimento delle sinergie in un momento di crisi per il settore auto in Europa. Viene infatti riportata la dichiarazione di Michael Tyndall, di Barclays Capital, che afferma che «l'intesa non risolverà il problema principale di entrambi i costruttori, che è l'eccesso di capacità in Europa. Se taglieranno la capacità, l'impatto positivo sul conto economico non arriverà prima di due anni; e per le sinergie industriali ci vorrà ancora di più».


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