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SCENARIO/ 1. Bertone: spread, il miglior alleato di Monti contro i sindacati

Pubblicazione:venerdì 3 febbraio 2012

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Tutto questo ha influito sull’andamento dello spread, ovvero la “forbice” che separa i Btp dai Bund tedeschi. Nonostante i tassi tedeschi siano scivolati sotto zero, lo spread si riduce. I rendimenti dei Btp oscillano attorno al 5,70%, ovvero solo 70 centesimi separano il debito italiano da quel 5% che è un po’ la ciambella di salvataggio contro l’assoluta emergenza in cui la finanza pubblica ha vissuto i mesi più difficili. Non è ancora la salvezza, ma abbiamo recuperato 200 punti base dal momento più buio. Altri 150-200 punti base, ha notato David Riley di Fitch, e l’Italia potrebbe rientrare nella normalità. Da questo punto di vista, insomma, è legittimo sostenere che l’Italia è a metà del guado.

Ma manca qualcosa, anzi molto. La svolta, nota Reilly, richiede che l’Italia riesca a crescere dell’1,5%. Il che è un’impresa all’apparenza impossibile, visto che l’Italia, in piena recessione, minaccia di scendere almeno di 1 punto (ma c’è chi teme una caduta del Pil del 2-2,5%). Insomma, come ormai è quasi banale ripetere, l’importante è coniugare la discesa della febbre, cioè dello spread, a un robusto ricostituente, altrimenti il malato Italia ricadrà nella malattia.

Non basta, perciò, accontentarsi del calo dello spread se non ci sarà il necessario colpo di reni sul fronte della crescita. Ma per ottenere questo risultato occorrono capitali. Ovvero la materia prima che il settore pubblico non ha. E che i privati, poco importa se italiani o stranieri, rimetteranno in circolo solo se le condizioni generali di investimento lo consentiranno. È questo il vero valore della partita che si sta aprendo sul mercato del lavoro, l’impegno più ambizioso e profondo di questo esecutivo. Se si convinceranno gli investitori che può valere la pena di investire in Italia anche con un orizzonte superiore a pochi mesi, la partita sarà vinta. Altrimenti no. Le garanzie sulla flessibilità effettiva del mercato del lavoro sono una condizione necessaria seppur largamente insufficiente (non meno importanti l’efficienza della burocrazia o della giustizia) per invertire un trend che dura da fin troppo tempo.

Non è una partita semplice. Ma la cosa più urgente è dare il colpo di manovella iniziale, quello che dia al mondo delle imprese la sensazione che qualcosa sia effettivamente cambiato. Magari ragionando sul caso Fiat dal punto di vista dei risultati e delle prime buste paga intascate dai lavoratori di Pomigliano, piuttosto che sulle questioni di principio sindacali. Guai a rilassarsi: lo spread è mobile.



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COMMENTI
03/02/2012 - Ma quali superMari..... (Mariano Belli)

L'unico risultato vero "raggiunto" dal SuperMario che opera in Italia è stato l'abbattimento del Pil al -3% l'anno prossimo...con un livello così alto di tassazione se lo possono scordare che arriveranno investimenti dall'estero : preferiranno di certo altri lidi. Lo spread è davvero un alleato di Monti, tant'è che viene mosso dagli gnomi della finanza suoi amici, i quali a giochi fatti potranno razziare quel poco che sarà rimasto in piedi (Eni e Telecon con le sue partecipate estere fanno gola non poco...), mentre al popolo italiano resterà solo la miseria nera....(a proposito, fatemi indovinare a chi li hanno sbolognati i titoli del debito italiano....uhm....forse ai piccoli risparmiatori, magari nei fondi pensione?...uhm). E c'è pure qualcuno che gli fa i complimenti? Roba dell'altro mondo!