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SCENARIO/ 1. Bertone: spread, il miglior alleato di Monti contro i sindacati

Pubblicazione:venerdì 3 febbraio 2012

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Benedetto fu lo spread. Senza quella formula magica, sconosciuta ai più come si conviene alle magie di rango, l’Italia non avrebbe percorso così in fretta e con tanta virtù il cammino delle riforme. A dirlo, davanti alla platea dei potenti del mondo, è stato Mario Draghi in persona. Alias Super Mario come viene chiamato dai banchieri d’Europa, come sottolinea il Financial Times che spiega pure la ragione di tanta popolarità: se Draghi non avesse aperto i forzieri della Bce, garantendo prestiti alle banche all’1% a fronte di collaterali al momento illiquidi, molti istituti avrebbero rischiato una brutta fine innescando un circolo vizioso. Al contrario, la liquidità immessa nel sistema ha permesso alle banche di respirare e ai governi di guadagnare settimane preziose.

E così l’Italia, in particolare, ha avuto modo di varare sia il “salva-Italia” che il “cresci-Italia”. In parallelo, ancor più importante, Mario Monti ha potuto sfoggiare la sua indiscutibile competenza e l’ancor più alto prestigio sia livello europeo che nell’ambito del G20. La grande stampa anglosassone, dopo anni di tiro al bersaglio contro il governo del Polo (e l’Italia in genere) ha sottolineato il ruolo che l’Italia può recitare contro l’austerità senza sbocchi predicata dalla Germania. Frau Merkel, pur senza allargare i cordoni della borsa, ha elogiato gli sforzi del Bel Paese.

In parallelo, la grande finanza internazionale, abituata a “votare con i piedi”, ha riscoperto la starda che porta ai Bot e ai Btp. Non è ancora stato fatto un conto preciso della ritirata dei capitali che ha investito l’Italia nella scorsa estate, da quando, a fine primavera, si scoprì che Deutsche Bank aveva azzerato la posizione nel debito sovrano italiano fino alla fase più acuta di fine novembre. Si sa soltanto che la percentuale di titoli di Stato controllata da mani internazionali è scesa dal 50% al 38% circa. Nel frattempo, a giudicare dall’andamento dei depositi del sistema, almeno 70-80 miliardi posseduti da stranieri (in primis multinazionali e gestori di liquidità) si sono rivolti verso altri lidi.

La conferma l’ha data nientemeno che Jamie Dimon, ceo di JP Morgan, a Davos: “Qualche mese fa - ha detto - abbiamo preso in seria considerazione l’ipotesi di uscire del tutto dal Sud Europa”. Poi il trend è cambiato. Ha cominciato Goldman Sachs suggerendo l’acquisto dei Btp a fronte della vendita di Oat francesi. Poi è stata la volta di Rbs. Intanto sull’offerta dell’Eni (un bond da 1 miliardo) sono piovute richieste per 14 miliardi, al 95% in arrivo dall’estero. E così via.


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COMMENTI
03/02/2012 - Ma quali superMari..... (Mariano Belli)

L'unico risultato vero "raggiunto" dal SuperMario che opera in Italia è stato l'abbattimento del Pil al -3% l'anno prossimo...con un livello così alto di tassazione se lo possono scordare che arriveranno investimenti dall'estero : preferiranno di certo altri lidi. Lo spread è davvero un alleato di Monti, tant'è che viene mosso dagli gnomi della finanza suoi amici, i quali a giochi fatti potranno razziare quel poco che sarà rimasto in piedi (Eni e Telecon con le sue partecipate estere fanno gola non poco...), mentre al popolo italiano resterà solo la miseria nera....(a proposito, fatemi indovinare a chi li hanno sbolognati i titoli del debito italiano....uhm....forse ai piccoli risparmiatori, magari nei fondi pensione?...uhm). E c'è pure qualcuno che gli fa i complimenti? Roba dell'altro mondo!