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FINANZA/ Il "dietrofront" tedesco ridà speranza all’Europa

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Angela Merkel (Infophoto)  Angela Merkel (Infophoto)

Quella della Grecia è una partita chiusa. Penso che la situazione si risolverà nel giro di giorni o di settimane al massimo. Salvo sorprese, s’intende, che arrivano ogni giorno, magari con qualche dichiarazione estemporanea di un ministro delle finanze. Ma trovato l’accordo con i creditori privati, il caso della Grecia dovrebbe essere chiuso. Lì, in questo caso, che si è lasciato letteralmente marcire, l’Esm non può intervenire.

 

Forse il problema che si potrà affrontare con il Fondo sarà quello del Portogallo, anch’esso sull’orlo del baratro o della bancarotta?

 

Mi hanno spiegato che la situazione portoghese è veramente gravissima, per diversi problemi interni di carattere sociale. Lì, proprio nella situazione del Portogallo, potrebbe esserci il primo vero intervento del nuovo Fondo, del nuovo organismo creato. Ma bisogna aspettare anche in questo caso a fare delle ipotesi, perché le sorprese sono all’ordine del giorno e la situazione europea è di grande difficoltà.

 

Lei pensa che l’Europa abbia di fronte anni di recessione?

 

Se non si metteranno intorno a un tavolo e recupereranno un poco di discernimento non vedo dove si possa andare senza finire in una recessione preoccupante non solo per l’Europa, ma anche per l’America. Questo accordo raggiunto, questo “Fiscal compact”, non so proprio chi l’abbia firmato, ma non promette nulla di buono, a mio parere. Se continuano a mettersi intorno a un tavolo e a sostenere una politica di tale austerità, alla fine si va diritti in recessione. Ne trarrà vantaggi la Germania, ma non so fino a che punto.

 

Lei vede altre possibilità?

 

Sto guardando alla situazione americana e si vedono dei primi spiragli. Ci sono segnali ancora deboli ma incoraggianti, come l’ultimo dato sulla disoccupazione. Diciamo pure che c’è una fessura che si può aprire. L’Europa non può a questo punto non cogliere e non vedere questa fessura che si è aperta. Certo che, se al contrario, si fanno accordi all’insegna dell’austerità e, nel giro di qualche mese, si fa una nuova manovra da 40 o 50 miliardi, non c’è alcuna fessura che faccia venire un po’ d’aria e ci consenta di vedere una svolta in questa grave crisi.

 

(Gianluigi Da Rold)



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