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GEOFINANZA/ Germania-Cina, una "tenaglia" che minaccia Italia e Ue

Angela Merkel (Infophoto) Angela Merkel (Infophoto)

Già, negli ultimi sei mesi Berlino ha infatti deciso quanto segue: una legislazione che permette di lasciare l’euro senza lasciare l’Ue, una legislazione che permette di nazionalizzare le banche tedesche durante periodi di crisi e un aumento di capitale per i suoi istituti finanziari. Ecco spiegato perché la Germania, a differenza della Francia, negli ultimi giorni era pronta al default greco, permettendosi un atteggiamento oramai senza più un minimo di mediazione o diplomazia: se Atene vuole i fondi per il secondo salvataggio (il quale, detto tra noi, nell’immediato serve affinché Atene onori la scadenza obbligazionario del prossimo 20 marzo, non certo per l’economia ellenica), deve cedere la propria sovranità fiscale. Altro che boutade prima del vertice della scorsa settimana, Berlino ha un piano chiaro e questo contempla anche il no agli eurobonds e alla monetizzazione del debito da parte della Bce. Insomma, se la Grecia fosse una compagnia aerea potremmo tranquillamente dire che sta subendo un’Opa ostile. I “barbari ai cancelli” ellenici non sono banche private, ma banche centrali, il cui unico interesse è proteggere l’euro e i loro interessi nazionali. Il fatto è che la Grecia, se fosse una linea aerea, potrebbe far richiesta per il Chapter 11 e mandare a quel paese i propri creditori.

I quali, in effetti, si siedono attorno a tavoli cui spesso la Grecia stessa non è nemmeno invitata: d’altronde non hanno bisogno di quelle presenza, sono loro dettare le regole. Vuoi i soldi (per pagare i coupon alle nostre banche)? A noi il controllo fiscale del Paese. Tanto più che, ripeto fino alla nausea, i soldi che i creditori greci metteranno finiranno in un calderone dal quale usciranno per tornare a casa sotto altra forma. L’ultima opzione cui stanno studiando è quella di allegare warrants legati al Pil greco ai nuovi bonds ristrutturati dopo la swap, in modo che se per caso l’economia ellenica dovesse riprendersi, i detentori di quelle obbligazioni avranno un payout molto più grande attraverso titolo stratetici dell’indice di Atene. Insomma, siamo di fronte al primo bond sovrano convertibile della storia!

Capirete da soli, che l’intera situazione è assurda. Quando la Grecia è entrata nell’euro una dozzina di anni fa, Atene ha spalancato le sue porte agli investitori, i quali hanno fatto a cazzotti per poter comprare bond ellenici al tasso del libor più pochi punti base e questo perché la Grecia è sovrana e non soggetta all’approvvigionamento della Bis. Siccome questi investimenti sono andati male, le banche non hanno accettato le perdite per una scommessa sbagliata, ma sono andate a piangere dai rispettivi governi, insistendo per un salvataggio. E i governi, per proteggere i loro interessi, hanno emesso fattura ai cittadini greci e a tutti quelli dei Piigs, mandando gli spread alle stelle a partire dallo scorso luglio.

Inoltre, una nazione in una situazione simile ha tre strumenti a sua disposizione: stimolo fiscale, svalutazione della moneta e allentamento monetario. I tassi, però, sono già di fatto a zero e non possono essere tagliati oltre, mentre le altre due leve sono impraticabili fino a quando Atene sarà nell’eurozona. Ma proprio come una linea aerea, la Grecia ha un’opzione: fare default sui suoi bonds e attivare le procedure di bancarotta, il chapter 11 statunitense. A quel punto, potrà tornare alla dracma e con una valuta meno forte potrà migliorare l’export, far crescere l’economia e allentare la pressione insopportabile dell’austerity sulla popolazione ellenica.


COMMENTI
09/02/2012 - Auguriamoci di salvare la Concordia! (Silvano Rucci)

Se l’Unione Europea, ora presieduta dal tedesco Martin Schulz, riesce a formare una Banca Centrale sul tipo della Federal americana ed un Forte Governo fra tutti i Paesi, oltre a scegliere una Economia fondata non sulla perenne Stampa di moneta cartacea, ma su una limitata espansione Finanziaria cartacea, tanto che permetta di superare il Default, il Lavoro potenziato dalle risorse di ciascun Paese e le nuove Finanze finalizzate alla ripresa potrebbero portare alla fine dell’angoscia ed alla salvezza della UE! Chissà che l’Inghilterra a tal punto non cambi idea e segua finalmente l’Europa? Monti ed Obama si stanno accordando per salvare “Capre e cavoli”! Speriamo che ci riescano altrimenti è la fine non soltanto per l’Europa ma per tutti, anche per chi pensa di cavarsela a buon mercato come la Germania oppure la Cina! Consideriamo invece che siamo tutti nella stessa Barca mondiale e mondiale dovrebbe essere anche almeno una Banca! Poi che gli USA possano stampare moneta e tirare avanti mentre l’Europa non lo può fare è un fatto che fa zoppicare il mondo intero, mentre l’equilibrio si ottiene con delle regole uguali per tutti! Insomma la semplicità nei casi di emergenza può risolvere quei problemi che altrimenti diventano dei rompicapo tremendi, da cui non se ne viene fuori. Ci resta solo di incrociare le dita! Io mi auguro che prevalga il Buon Senso e si formi finalmente una Politica sola, una Banca sola, una Moneta sola! Auguriamoci anche la Concordia!