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GEOFINANZA/ Germania-Cina, una "tenaglia" che minaccia Italia e Ue

Angela Merkel (Infophoto) Angela Merkel (Infophoto)

Già, perché che ci crediate o meno - e io ammetto di averci messo un po’ prima di farmene una ragione - i soldi del primo salvataggio greco non solo servono per due terzi per ripagare le scadenze obbligazionarie, ma anche per tamponare gli effetti collaterali delle politiche di austerity imposte da chi quei fondi li ha stanziati! La Grecia, infatti, sta per stanziare 800mila euro per dare un tetto e un pasto alla sempre maggiore pletora di senzatetto che vivono nelle strade di Atene e Tessalonica. Il ministro della Sanità, Andreas Loverdos, ieri ha annunciato che 400mila euro di soldi pubblici saranno destinati alla municipalità della capitale e altri 100mila a quella dell’altra città ellenica, mentre 300mila saranno trasferiti nella casse della Chiesa greca per mantenere operative le mense: ogni giorno, sono 250mila i greci che usufruiscono di questo servizi su un totale di 11 milioni di abitanti! E la Chiesa ellenica rende noto, sottovoce, che questa stima va presa per difetto, visto che esiste ancora un “residuo di dignità” che tiene lontano dalle mense una fetta ampia di ex ceto medio che si vergogna, ma quando la crisi peggiorerà, come si attendono, si potrà viaggiare a quota 350-400mila al giorno.

Le due municipalità in questione useranno quei fondi per affittare alberghi in cui far dormire i senzatetto, dopo aver stretto una convenzione che permetterà di ottenere un posto letto per 3 euro a notte. Questa è la Grecia oggi, questo è il frutto di politici incapaci e corrotti e della testardaggine colpevole dell’intransigenza tedesca. E che nessun artificio potrà evitare il default, ma solo spostarlo in avanti di qualche altra settimana, lo testimonia un articolo del China Financial News, tradotto e ripubblicato dall’agenzia Reuters. Ecco il contenuto principale: «Le banche cinesi e le aziende della città portuale di Tianjin hanno tagliato la loro esposizione all’Europa per timori di un precipitare della crisi del debito. In un recente sondaggio su 53 banche e 15 aziende, 11 istituti di credito hanno dichiarato di aver tagliato o estinto del tutto il loro trade finanziario con nazioni europee con alto debito, sospeso tutti i business sui derivati con le banche europee, tagliato i prestiti agli istituti dell’eurozona».

Un dato che preoccupa, tanto più che per il porto di Tianjin, l’Europa rappresenta la seconda destinazione dell’export dopo gli Stati Uniti, ma «gli esportatori locali stanno provando a vendere più a livello interno o ad avventurarsi sui mercati emergenti, pur di tagliare la loro dipendenza dal mercato dell’eurozona». È la stessa Cina che pochi mesi fa, per la quinta volta in un anno, si diceva pronta ad aiutare l’Europa, da subito e con 20 miliardi di dollari. Non ce ne siamo accorti. In compenso, ci siamo accorti dello shopping mirato, un cherry picking in grande stile sul mercato equity e utilities, da parte de Dragone in Grecia e Portogallo: porti, aeroporti, aziende di gestione di gas, acqua ed elettricità, shopping strategico a prezzi di saldo per le Soes cinesi e i fondi sovrani stracarichi di cash di Stato. Se questo è l’aiuto della Cina, meglio farne a meno: altrimenti ci ritroveremo tra l’incudine tedesca (che chiede dismissioni in nome del regole e dell’equilibrio fiscale per evitare i default) e il martello di Pechino (che non disdegna di colonizzare il suo primo mercato per export). Un capolavoro, non c’è che dire.

 

P.S. Da più parti sento pareri e analisi ottimistiche rispetto al rally borsistico innescatosi a dicembre, a dispetto dell’aggravarsi della crisi greca. Bene, quel rally è proprio figlio di questo peggioramento e, come tale, è destinato a finire presto e male. Questo rally è stato nulla più che una delle più grandi corse alla copertura di short della storia. Ne parleremo domani.

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COMMENTI
09/02/2012 - Auguriamoci di salvare la Concordia! (Silvano Rucci)

Se l’Unione Europea, ora presieduta dal tedesco Martin Schulz, riesce a formare una Banca Centrale sul tipo della Federal americana ed un Forte Governo fra tutti i Paesi, oltre a scegliere una Economia fondata non sulla perenne Stampa di moneta cartacea, ma su una limitata espansione Finanziaria cartacea, tanto che permetta di superare il Default, il Lavoro potenziato dalle risorse di ciascun Paese e le nuove Finanze finalizzate alla ripresa potrebbero portare alla fine dell’angoscia ed alla salvezza della UE! Chissà che l’Inghilterra a tal punto non cambi idea e segua finalmente l’Europa? Monti ed Obama si stanno accordando per salvare “Capre e cavoli”! Speriamo che ci riescano altrimenti è la fine non soltanto per l’Europa ma per tutti, anche per chi pensa di cavarsela a buon mercato come la Germania oppure la Cina! Consideriamo invece che siamo tutti nella stessa Barca mondiale e mondiale dovrebbe essere anche almeno una Banca! Poi che gli USA possano stampare moneta e tirare avanti mentre l’Europa non lo può fare è un fatto che fa zoppicare il mondo intero, mentre l’equilibrio si ottiene con delle regole uguali per tutti! Insomma la semplicità nei casi di emergenza può risolvere quei problemi che altrimenti diventano dei rompicapo tremendi, da cui non se ne viene fuori. Ci resta solo di incrociare le dita! Io mi auguro che prevalga il Buon Senso e si formi finalmente una Politica sola, una Banca sola, una Moneta sola! Auguriamoci anche la Concordia!