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FINANZA/ Ecco come "costringere" le banche a salvare famiglie e imprese

Pubblicazione:giovedì 1 marzo 2012

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Con un’operazione non ortodossa di moral suasion del tipo: la Bce mette a disposizione questa grande mole di liquidità, ma auspica che il 50% affluisca alle imprese attraverso il credito. La moral suasion diventa ovviamente molto più robusta nel momento in cui - attraverso una sorta di tam-tam, dato che l’Eurotower non può impartire ordini - diventasse chiaro che se il sistema non risponde a questo “appello” avrebbe qualche difficoltà ad accedere ad analoghe operazioni straordinarie di rifinanziamento in caso di nuove difficoltà.

 

Sarebbe davvero fattibile un’operazione di questo genere?

 

La Bce sta acquistando un ruolo nuovo, sta cominciando a ragionare come prestatore di ultima istanza. Ora ci troviamo in una situazione in cui migliaia di imprese in Europa stanno chiudendo, con conseguenze sull’occupazione e sui redditi che sono sotto gli occhi di tutti. Ieri la Bce ha mostrato i muscoli, ha dato un segno di forza con questa iniezione di liquidità. Se le banche dovessero accogliere un suggerimento in favore del credito, l’Eurotower potrebbe anche far intendere che se a breve ci dovesse essere un nuovo problema di liquidità, sarebbe pronta a mostrare un’altra volta i muscoli, magari con meno ostacoli e ancor meno problemi sui titoli che vengono accettati come collaterali.

 

Le banche hanno però utilizzato la liquidità ricevuta a dicembre dalla Bce soprattutto per acquistare titoli di stato, facendo così scendere lo spread.

 

Lo spread è diminuito, in modo significativo e incoraggiante, per le scadenze fino a tre anni. Questo beneficio non si è però rovesciato sulle imprese. È il momento quindi di stabilire delle priorità: in questo momento è più importante finanziare il debito pubblico a breve o dare ossigeno ad aziende che muoiono? Io dico che è meglio dare credito alle imprese, anche perché ormai gli investitori ci stanno dando una sorta di “tregua” per tre anni. Se vogliamo dirla tutta, le banche potrebbero fare cosa buona e utile trasformando il 50% della liquidità della Bce in credito e investendo l’altro 50% in Btp decennali, contribuendo così a far scendere lo spread.

 

Questa operazione basterebbe a toglierci dalle secche?

 

È fondamentale che una parte della liquidità immessa nel sistema vada a beneficio delle imprese e delle famiglie, altrimenti si salveranno le banche, ma il resto dell’Europa andrà a fondo. Detto questo, potremmo trovarci in una situazione di minor affanno quando, entra la metà dell’anno, dovrebbe diventare operativo il Meccanismo europeo di stabilità (Esm), che funzionerà come un Fondo salva-Stati permanente, una sorta di Fondo monetario europeo.

 

(Lorenzo Torrisi)



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