BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LIBERALIZZAZIONI/ Un altro regalo a Poste e banche

Pubblicazione:

Foto Imagoeconomica  Foto Imagoeconomica

Sulle banche non è stato fatto nulla. Non vedo proprio nulla. Ma intanto ci si dimentica sempre di dire, di scrivere una delle cose più importanti fatte dal “governo dei tecnici”. È impressionante come sia passata sotto traccia, senza alcuna informazione o commento, la garanzia fornita dalla Stato alle obbligazioni delle banche. E per fare tutto questo si tassano gli italiani, si fa una manovra che fornisce garanzie alle banche per andare a prendere soldi alla Bce al tasso dell’1% e rivenderselo al 6%. Ma perché questo Stato che vuole liberalizzare non garantisce i debiti delle famiglie, di persone che sono in difficoltà in un momento come questo?

 

Lei è sempre critico e scettico su queste liberalizzazioni.

 

Queste non sono liberalizzazioni. Il mercato non avanza di un millimetro con questi provvedimenti. E lo Stato monopolista continua a fare il monopolista. Di fatto, in tutta Europa, il recapito postale è totalmente liberalizzato. In Italia, Poste Italiane controllano il 97-98% di questo mercato. Questo non è un monopolio di fatto?

 

La manovra del governo, nel suo complesso, mirava a mettere in sicurezza i nostri conti pubblici. Anche se c’è chi dice che siamo “commissariati”.

 

La mia opinione è un’altra. Noi ci siamo autocommissariati con la scusa del vincolo esterno, per difendere poi all’interno del Paese la stessa oligarchia di prima, quella che governa in una sorta di feudalesimo economico e politico.

 

Siamo sempre legati a uno Stato che non conosce la società liberale?

 

Siamo in uno Stato di stampo napoleonico, dove esiste una concezione concessionaria dello Stato. È lo Stato che deve concedere ai sudditi. Lo Stato non paga i crediti? Intanto tu cittadino, invece, devi pagare subito quello che devi. Questo Stato regola tutto, anche quello che non è necessario che debba regolare. È il contrario di uno Stato liberale. E non si può neppure dire che questa classe dirigente, partiti compresi, abbia una visione liberaldemocratica oppure socialdemocratica. Difendono solo l’esistente, difendono l’oligarchia nazionale che ha i suoi privilegi e li vuole tutelare. Intanto il Paese vive di austerità e rigore, con una domanda interna che scende di molto, che non può essere compensata dalla sola ripresa dell’export. Avanti così e si arriva al rigor mortis.

 

Ma questi partiti in quale posizione le sembrano?


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
01/03/2012 - e che dire della liquidità? (Angelo Manara)

circa la metà della raccolta fiscale da gennaio ad ottobre è stata regalata ieri alle banche italiane. Perchè non agli italiani, almeno quelli che le pagano le tasse e che hanno contribuito a formare questo regalo?: perchè dandoli alle banche si continua a darli a quelli che le tasse non le pagano. Non vengono immessi nell'economia vera che ne vedrebbe immediato giovamento attraverso incremento di consumi e domanda interna... Invece vanno nelle tasche dei soliti speculatori, che non sono solo quelli che scommettono in borsa, ma quelli cui diamo i nostri soldi all'1% e ce li ridanno al 6%. E' ora di finirla!