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FINANZA/ 1. Cosa c'è dietro la retromarcia di Standard and Poor's e gli affondi di Moody's?

Cosa c'è dietro alle retromarce e alle precisazioni delle agenzie internazionali Standard and Poor's sull'Italia e Moody's sulla Grecia? CHARLES LIVERMORE ne parla con Gianluigi Da Rold

Le insegne di Standard & Poor's e Moody's (Foto: Infophoto) Le insegne di Standard & Poor's e Moody's (Foto: Infophoto)

Sostenere che sui report della “trimurti” mondiale del rating, cioè le famose Agenzie, ci sia sempre un poco di puzza di imbroglio o di “pista da indicare” per scopi tutt'altro che benefici, è ormai quasi un eufemismo. Nel giro di tre giorni si è assistito a un ripensamento della celeberrima Standard& Poor's sulla situazione italiana. In sostanza i “maestri” del mercato hanno detto che non avevano visto bene tutti gli elementi, tutti i fattori e quindi il declassamento italiano, i giudizi impietosi erano perlomeno imprecisi. Amen. Adesso arriva un altro protagonista del rating, l'indimenticabile Moody's, che decreta il default della Grecia un paio di giorni dopo che le Borse hanno festeggiato l'accordo sulla stessa Grecia ! Sono classici esempi di professionalità e soprattutto di “competenza” al contrario, che ci ricordano la “cagnara sessantottarda”, quando tutto veniva misurato a “spanne di convenienza” e di ideologia lunare. Con una variante, che già i critici da sinistra di quell'epoca precisavano sempre: questi sognatori sessantottini hanno il cuore a sinistra, il cervello a destra e (usiamo l'inglese per non cadere nel turpiloquio) “the bottom” al centro.
Il nostro James Charles Livermore, operatore finanziario internazionale, con il pregevole (anche se sorpassato dall'odierna antropologia) gusto per la verità, non si stupisce più di tanto.

Scusi Livermore, ma sta nascendo una nuova ondata di pentiti? Dopo i mafiosi pentiti, i tangentari pentiti, arrivano pure i pentimenti nelle agenzie di rating?

In realtà aggiustano le cose. Una volta che è stato messo in sicurezza il rischio contagio, tassando a man bassa i cittadini per garantire i debiti, cioè i “buchi neri”, delle banche, vogliono dimostrare a posteriori che in tutti i casi avevano ragione.

Allora, facciamo un piccolo riassunto. Queste agenzie di rating hanno accompagnato il panico che si era creato sul mercato con il concorso di media “compatti e uniformi” nei loro commenti. Con il loro giudizio hanno drammatizzato la situazione e adesso respirano e aggiustano. C'è qualche cosa che non va, le pare?

Le agenzie di rating si sono esibite in acrobazie palabratiche più spericolate. Quando assegnarono la “tripla A” alla valanga dei subprime e poi tutti venimmo travolti dalla suddetta valanga, si sparse la voce, anzi dissero che le analisi erano state fatte da alcuni stagisti che avevano preso delle cantonate, che avevano fatto degli errori. Insomma la colpa era degli stagisti. Hanno un potere di convinzione pari alla Pizia di Delfi.

Il ripensamento, oppure chiamiamolo aggiustamento, riguarda l'Italia, ma il default greco sanzionato da Moody's, dopo il brindisi borsistico per l'accordo, come se lo spiega?

Questo è un livello diverso.

Che cosa avviene sostanzialmente con l'accordo raggiunto con la Grecia?

Uno swap, una spalmatura del debito con titoli a più lunga scadenza. Secondo i contratti standard delle banche (l'acronimo è ISDA) il debito non viene onorato al momento giusto, viene posticipato e quindi, in questo dettaglio normativo che non viene rispettato, si nasconde il semi-default. Il debito non è stato onorato al momento giusto ed è fuori dalla disciploina dei contratti strandard. Forse non ci avevano pensato o non se ne erano resi conto.

O forse lo sapevano benissimo e dovevano trovare una soluzione per salvare qualche banca in brache di tela?