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Economia e Finanza

FINANZA/ Sapelli: ecco la legge di Monti per "svendere" l’Italia

Mario Monti (Infophoto)Mario Monti (Infophoto)

Ma il bello è, se abbiamo capito bene, che tutto ciò si applicherebbe con più vigore in caso di investitori extraeuropei e con ancor più rigore quando costoro risultassero collegati con organizzazioni criminali oppure tale interventi limitassero la continuità degli approvvigionamenti e l’accesso al mercato dei beni che le società in oggetto producono o distribuiscono (è noto , infatti, che questa è una qualità tipicamente extraeuropea, mentre gli europei non sono avvezzi a simili avventure…). Il fatto che tutto ciò coincida con la separazione di Snam dall’Eni può essere inquietante, anche se il governo anche con un’impeccabile intervista del ministero Passera su Il Sole 24 Ore assicura una presenza azionaria della Cassa depositi e prestiti nella rete senza più padrone a sei zampe che ne scaturirebbe. E questo tranquillizza.

Del resto gli europei non fanno nulla di quelle cattive cose ipotizzate per gli extraeuropei. O mi sbaglio? Ciò che non lascia tranquilli è il fatto che un provvedimento così importante sia stato oggetto di un decreto legge passato in sordina, senza discussione pubblica, senza l’argomentazione tipica dell’agorà della politica, quasi come si fosse degli scolari poco rispettosi degli ordini del maestro. Certo il caso Edf (ma non è una società europea?) ed Edison insegna che siamo stati sempre messi nell’angolo con il cappello da somaro e l’Edison, appunto, l’ abbiamo perduta.

Perdere i gioielli della corona è un tipico vizio italico. Ma almeno un tempo ci si accapigliava e si dimostrava che una percentuale di italiani non si rassegnava a un destino da follower. Uso un termine nicodemistico usando un barbarismo anglistico…Oggi, invece, è il silenzio. Un po’ di paura, confesso, non possiamo non averla: non penseranno di rimetterci nell’angolo dei cattivi con un cappello in testa mentre ci sfilano dal cestino la merendina che ci rimane?

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COMMENTI
13/03/2012 - eroi e predoni (giorgio cordiero)

Vediamo di fare chiarezza e poca demagogia : da un lato vi è il processo di integrazione che , anche alla luce (per qualcuno ombra) di ciò che l'Europa prova a fare per salvarsi dalla catastrofe finanziaria, in buona parte nata dall'attacco dei privati (banche d'affari e non solo).Ciò comporta una perdita parziale di autonomia finanziaria, se vogliamo un primo importante fatto verso la delega di una parte di sovranità nazionale. Dall'altra vi è il sacrosanto e senescente interesse nazionale che si oppone di fatto alla cultura europeista. Sono due correnti di pensiero che , nel nostro paese si sono tradotte in immobilismo, in particolarismo, in corporativismo...una serie infinita di ideologici "ismi" che ci ha di fatto portati a questa situazione. Ora si agisce, con forte ritardo,con una sovranità popolare legittimamente sospesa e con un governo di tecnici che possiamo solo credere e sperare sia in mano a persone serie che, tolta la casacca che fino a ieri li vedeva come parte integrante di un ordine privato parallelo, divengano fino in fondo uomini di governo. Un governo sempre più europeo, sempre meno nazionale, poichè ciò, che piaccia o meno è inevitabile e opporsi a questo processo è pericoloso e deleterio. Occorrerà contrarre per un po' le nostre velleità, occorrerà sviluppare politiche sociali e di crescita, ma adesso stiamo ancora navigando sul pelo dell'elemento marrone nel quale eravamo precipitati anche grazie a chi ora continua ad essere pragmaticamente demagogico.

 
12/03/2012 - Bravo Sapelli (Mariano Belli)

siamo un Paese di servi sciocchi, senza storia, senza cultura, senza dignità. Che l"Europa" si approfitti delle nostre miserie è una mera, ovvia conseguenza.... "Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!" poetava Dante...da allora quanti secoli sono passati inutilmente? E quanti ancora ne dovranno passare?

 
12/03/2012 - precisazione (francesco taddei)

guardi come affrontano il processo di integrazione europea francia, germania (due tra i fondatori) e gran bretagna e mi dica se per loro l'interesse nazionale non sia di primaria importanza.

 
12/03/2012 - Gli unici rimasti (Giuseppe Crippa)

Caro Taddei, qualche mese fa avevamo un governo italiano fatto (in parte) da padani... Certo il salto è stato troppo lungo ed improvviso e capisco che Lei e Sapelli (gli unici rimasti a parlare di interesse nazionale) ne siate rimasti sconcertati. Ma il processo di integrazione europea è iniziato più di 50 anni fa: vogliamo ritirarci adesso o giocare la partita?

 
12/03/2012 - ho paura anch' io (francesco taddei)

concordo pienamente con sapelli (forse l'unico rimasto a parlare di interesse nazionale). vorrei che gli italiani si rendessero conto della differenza fra un governo italiano fatto da italiani (con tutti i loro difetti) e un governo italiano fatto da europei (che cos'è l'europa?).