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ASTA BOT/ Tassi in calo e forte domanda. Draghi: segnali di stabilizzazione

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Buone notizie dall’asta dei Bot a 3 e 12 mesi, che ha fatto registrare un calo dei rendimenti e una buona domanda. I primi sono scesi a quota 0,492%, lontanissimi quindi dall’1,9% fatto registrare nel settembre dello scorso anno, mentre l’annuale è sceso dal 2,2% di febbraio all'1,405%. La domanda ha invece raggiunto i 7,8 miliardi di euro per i trimestrali e gli 11,7 miliardi per gli annuali, contro un’offerta rispettivamente di 3,5 e 8,5 miliardi. Nonostante le buone notizie riguardo i titoli di Stato italiani, lo spread risulta in rialzo, fino a quota 312 punti, anche se in calo rispetto all’apertura di seduta. Il presidente della Bce, Mario Draghi, nel corso di un convegno a Parigi, ha parlato di «segni chiari e continui di stabilizzazione nella zona euro, anche se sono a livelli deboli di attività». Bisogna quindi «approfittare di questa fase di stabilizzazione economica per continuare a progredire», ha sottolineato, aggiungendo che spetta ai governi «completare il lavoro della Banca Centrale Europea. I fondi dati dalla Bce alle banche sono ora più accessibili alle famiglie e alle piccole imprese». La Bce quindi, ha concluso Draghi, continuerà «a impegnarsi per la stabilità dei prezzi», ma «i paesi membri – ha aggiunto - devono riparare e rafforzare la loro competitività per il bene della loro propria prosperità oltre che la stabilità complessiva dell’unione monetaria. A meno che non procediamo tutti insieme con le nostre riforme strutturali allora potrebbe diventare difficile tenere insieme l’eurozona», ha detto Draghi. Intanto il presidente del Consiglio Mario Monti si trova all’Ecofin di Bruxelles, dove ha appoggiato l’introduzione della cosiddetta Tobin Tax, la tassa sulle transazioni finanziarie. Il premier Monti ha però fatto sapere di ritenere molto importante un’attenta analisi di questo provvedimento per capirne «l'impatto sul costo del capitale per le imprese, le famiglie e il settore pubblico». Quindi in Europa, ha aggiunto Monti, «l'Italia continua ad avere comunque una forte preferenza per un accordo tra tutti gli stati membri». Nonostante questo, la Gran Bretagna continua ad opporsi all’introduzione della Tobin Tax.



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