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FINANZA/ 1. Pelanda: ecco come abbassare le tasse in Italia

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Mario Monti (Foto Imagoeconomica)  Mario Monti (Foto Imagoeconomica)

Le proiezioni dei dati correnti segnalano un pericolo. Se una parte rilevante del debito pubblico non sarà ridotta entro un triennio, allora il peso della spesa per interessi (tra i 70 e i 90 miliardi annui) e la necessità di mantenere alta la tassazione per coprirla soffocherà ogni tentativo di aumentare la crescita e manterrà l’Italia in stagnazione con progressiva deriva verso la depressione. Il governo, invece, ritiene che saturando il potenziale di gettito della nazione, cioè far pagare a tutti le tasse, e limando la spesa pubblica, si riuscirà a sostenere la baracca senza compromettere la crescita. E per questo non mette in priorità un’operazione patrimonio contro debito. Chi scrive, invece, ritiene che il governo sottovaluti l’effetto depressivo del drenaggio fiscale.

Da un lato è vero, usando la teoria contabile, che aumentando di 3 o 4 punti di Pil il gettito e bloccando l’aumento del debito azzerando il deficit si potrebbe arrivare all’equilibrio di sistema. Dall’altro, usando la teoria economica, l’impatto del drenaggio ha un’elevata probabilità di avviare una spirale depressiva irreversibile. Questa sembra la differenza di analisi tra la visione contabile del governo e quella dell’analisi economica realistica, la prima pericolosa e da correggere subito.

Alternative? L’unica efficace nel breve-medio termine per invertire la tendenza depressiva è quella di usare il patrimonio pubblico per abbattere il debito allo scopo di ridurre la spesa per interessi e grazie a questo le tasse, spostando così più capitale dallo Stato al mercato per rivitalizzarlo. Come? Per prima cosa lo Stato dovrebbe creare il “Fondo italiano di bilanciamento” (Fib) con le missioni di censimento, valorizzazione, finanziarizzazione e vendita del patrimonio. Solo questa azione cambierebbe la musica, perché la gestione del patrimonio passerebbe dalla burocrazia a personale specializzato. Mentre il debito è certo, il valore del patrimonio è vago perché la politica e le burocrazie dedicate mai hanno voluto censirlo con il metodo di assegnare a ogni bene un valore finanziario periziato (Nav) presupposto per valorizzazioni e finanziarizzazioni.


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COMMENTI
13/03/2012 - pratica/2 (giorgio cordiero)

Teoria sulla quale si basano i signori del governo per fare cassa "sicura", pensassero invece un po' di più a mettere mano al patrimonio dello stato. Che fine ha fatto il ventilato progetto di emettere tittoli di stato garantiti dal valore degli immobili pubblici? A me era parsa un'idea rivoluzionaria che avrebbe visto l'Italia primeggiare rispetto al resto d'Europa. Magari è proprio per quello che la Merkel non vuole che ciò avvenga? Spieghi , il Prof. Monti, con la pacatezza e l'umiltà che da sempre lo distinguono, perchè preferisce la teoria alla pratica.

 
13/03/2012 - grammatica e pratica (giorgio cordiero)

Mi ritrovo ancora una volta in pieno accordo con il Prof. Pelanda. Il governo tecnico ha sicuramente il pregio di poter fare alcune riforme, che di per se, visto l'italico immobilismo degli ultimi 20 anni, mi pare cosa buona e giusta, solo occorre stare molto attenti a non teorizzare troppo, altrimenti a suon di teorie si rischia , in pratica, di soffocare sul nascere la debole ripresa. L'effetto della pressione fiscale indiretta è deletrio per i consumi e già cominciamo ad avere i primi effetti. Per quel che mi riguarda ad esempio sono passato da una spesa per il carburante di euro 650 al mese ad una di euro 850, il che mi offre due alternative: a) aumentare il fatturato, a fronte di spese insostenibili. B)contrarre la mia attività e trovarmi con più soldi in saccoccia (cosa che probabilmente farò), come me faranno molti : piccoli, medi e grandi imprenditori e professionisti. Altra cosetta pratica che mi è stata suggerita da un imprenditore accorto è quella di fare le spese "di Natale" prima della fine di Settembre , prima dell'aumento dell'iva e dopo? Solo i generi alimentari.Certo la gran parte dei lavoratori dipendenti deve aspettare la 13esima per fare le spese, ma a loro suggerisco di cominciare a rinunciare a qualche sms, o a qualche spesa eludibile e usare quel denaro per fare le compere prima dell'aumento dell'iva. In questo modo potremo ancora contare qualche cosa, ma prima di ogni cosa, manderemo a pallino la teoria sulla rigidità della domanda .Segue