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Economia e Finanza

FINANZA/ 2. Così l’Italia rischia un’altra "figuraccia" europea

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Ciò è tanto più necessario in quanto, nonostante gli sforzi mediatici, la politica estera non sembra essere, di questi tempi, il nostro forte. Nella trattativa del “Compact” abbiamo ottenuto poco o nulla. Nella vicenda (peraltro piuttosto oscura) dei nostri “marò” in prigione nello Stato del Kerala, da due settimane un Sottosegretario è in missione, svolgendo compiti normalmente affidati a un Console, e non pare che si riesca a tirar fuori un ragno buco. In quella ancora più inquietante del blitz britannico in Sudan, solo il Capo dello Stato ha, correttamente, fatto sentire la propria voce, mentre l’Italia ha subito un affronto ben peggiore di quello che abbiamo evitato a Sigonella.

Nessuna di queste sconfitte è da attribuirsi a questo o quell’individuo. Nel resto del mondo, però, un Governo privo di base elettorale e sostenuto da una mini-coalizione sempre in bilico conta meno di quanto paiono dire alcune apparenze enfatizzate dai media. I nostri partner lo sanno. E c’è il rischio che non ci prendano sul serio senza una vera disanima nel Paese sul “Fiscal Compact” e le sue ramificazioni per tutti gli italiani, specialmente i più deboli.

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COMMENTI
13/03/2012 - Grida o bastoni (Vittorio Cionini)

Nella mia lunga vita ho imparato che per farsi rispettare ci sono due modi. Gridare più forte di tutti agitando le mani o starsene seri e silenziosi in disparte con un bastone nodoso in mano (o una pistola o un'atomica a seconda dei casi). Educazione, compostezza, sorrisi e cordiali strette di mano servono solo nelle cerimonie mentre i camerieri passano con i vassoi di vol au vent. Già quando si aprono le porte sul buffet è buona regola piantare qualche gomitata nei fianchi. Ma noi siamo maestri nell'inviare per il mondo valorosi soldati a cambiare pannoloni e accogliere dolenti le salme di ritorno avvolte nel tricolore. "Si vis pacem para bellum" dicevano i nostri antenati romani, ma erano altri tempi e altri romani. Vittorio Cionini