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J’ACCUSE/ 1. Privacy e tasse: così lo Stato "spreme" gli italiani

Luigi Giampaolino, presidente della Corte dei Conti (Imagoeconomica) Luigi Giampaolino, presidente della Corte dei Conti (Imagoeconomica)

Forse se lo sono dimenticato. Gli italiani sono probabilmente tanto amanti del “pubblico” che hanno sviluppato poca capacità critica e poca reazione di fronte a certi fatti. Gli inglesi nel Dopoguerra, per tasse e balzelli, cacciarono Churchill. In seguito, mandarono a casa anche la Thatcher quando volle la “poll tax”. Altre situazioni.

 

Viene in mente una famosa lettera di Robert McNamara, presidente della Ford, che accetta l’incarico di segretario al Tesoro da John Kennedy e il suo guadagno annuale si riduce a un quarto, tanto che deve scrivere una lettera alla sua famiglia, spiegando che per lui è un onore essere un membro del Governo, ma, con il nuovo stipendio, bisogna che tutta la famiglia cambi vita.

 

Evidentemente tutti questi esempi di democrazie liberali solide e radicate non hanno alcun peso in un Paese dove lo Stato fa quello che vuole. Si garantiscono i debiti delle banche, si assicurano i profitti di alcune grandi aziende e con i cittadini normali si tassa e si invade la loro vita con una
richiesta di informazioni che ormai è inquietante.

 

(Gianluigi Da Rold)

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COMMENTI
14/03/2012 - Ben svegliati.... (Mariano Belli)

Sono mesi che dico che siamo in una dittatura... Da quando ho creato il mio nick. Vogliamo ora anche cominciare a parlare di come possiamo ritornare alla democrazia, cioè ad un potere espressione della volontà popolare, e che faccia gli interessi del popolo? Capisco che questo suona strano nel nostro Paese, sembra roba da marziani.....