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FINANZA/ Forte: Monti e Merkel, una "retromarcia" che solleva l’Italia

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Angela Merkel e Mario Monti (Infophoto)  Angela Merkel e Mario Monti (Infophoto)

È già importante che la Merkel riconosca oggi che c’è bisogno di una crescita europea comune e probabilmente si renda conto, con il solito ritardo dei tedeschi, che la sola austerità non porta di certo crescita. Ma anche il recupero di produttività di un sistema economico non è da solo garanzia di crescita. Io penso sempre alle grandi liberalizzazioni, quelle reali, delle infrastrutture e delle grandi reti. Ma sarebbe necessario che ci fossero anche progetti comuni europei. Vedo, ad esempio, che si discute su questo benedetto Fondo salva-stati e poi si rinvia la sua portata,1a sua consistenza. A me pare che il Fondo salva-stati potrebbe soccorrere anche paesi piccoli in difficoltà, ma dovrebbe essere innanzitutto il fondo che fa investimenti comuni europei. Questo è il punto. Non so se nel progettato vertice estivo italo-tedesco sarà affrontato questo problema, che a me pare fondamentale.

 

Quindi riforma del mercato del lavoro, soprattutto in Italia per recuperare competitività; progetti comuni europei e poi?

 

Poi c’è il problema delle banche, del credito. Vedo che Mario Draghi ne ha parlato anche oggi. Mi rendo conto che il problema delle banche è oggi vincolato anche ai parametri che devono rispettare, più rigidi che in passato. Ma credo che questi parametri siano anche cambiati in maniera positiva, pensando al miglioramento dei titoli italiani, ad esempio.

 

Scusi professore ritorniamo un attimo al Fiscal compact, che ha un effetto depressivo.

 

Noi abbiamo il problema del debito, ma gli altri hanno il problema del deficit. L’Italia sul deficit di bilancio è su una buona strada ed è una sorta di scoperta per questo governo di formazione “liberal”, che in fondo non era d’accordo con il pareggio del bilancio. Su questo punto avevano ragione Giulio Tremonti e il governo Berlusconi, in generale la politica del Pdl. Non so con quale consapevolezza o meno, ma il “governo Monti” è la continuazione del precedente governo ed è una sconfessione della cultura “liberal” della Bocconi e de lavoce.info.

 

Un ripensamento?

 

Non lo so esattamente. Ma l’azione sinora è quella di prosecuzione della linea del governo precedente, con il riconoscimento che il pareggio di bilancio è un cardine dell’economia sociale di mercato.

 

(Gianluigi Da Rold)



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