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FINANZA/ 1. Campiglio: l’Iva può distruggere il "miracolo" dello spread

Pubblicazione:giovedì 15 marzo 2012 - Ultimo aggiornamento:giovedì 15 marzo 2012, 11.01

Mario Monti ed Elsa Fornero (Infophoto) Mario Monti ed Elsa Fornero (Infophoto)

Vedo in particolare tre azioni. La prima è contenere una dinamica perversa: da più di dieci anni il tasso di inflazione italiano è stabilmente superiore di un punto rispetto a quello tedesco e di mezzo punto rispetto a quello francese. Questo fenomeno colpisce settori in cui il buon senso ci dice che dovremmo essere forti, come quello agroalimentare. Purtroppo, il governo sembra intenzionato a prendere un provvedimento che aggraverà questa situazione.

 

Quale?

 

L’aumento dell’Iva, che farà ulteriormente aumentare questo divario inflazionistico con gli altri paesi europei. Senza dimenticare che provocherà una contrazione dei consumi in generale. Occorrono quindi delle politiche di liberalizzazione, cioè di rimozione degli ostacoli all’ingresso, nei settori in cui la nostra economia può essere forte, facendola diventare così più competitiva.

 

Qual è invece la seconda azione da mettere in campo?

 

Occorre trovare il modo di far tornare il credito alle imprese. Aiutando quelle più dinamiche, poi, ci sarebbe la possibilità di creare tanta buona occupazione. Serve allora una politica diversa del credito oppure la creazione di un’istituzione finanziaria simile al Kfw (Kreditanstalt für Wiederaufbau) tedesco, un gruppo bancario pubblico che si occupa anche di finanziarie le Pmi.

 

E l’ultima azione?

 

Creare una rete anche a “costo zero” (o meglio, a costo contenuto) di sostegno reddituale delle famiglie. In questo senso, se il ministro Fornero avesse come benchmark di riferimento per le sue proposte di politica economica il reddito famigliare, credo che gran parte delle tensioni tra Governo, sindacati e Confindustria sulla riforma del mercato del lavoro sparirebbero.

 

(Lorenzo Torrisi)



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