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Economia e Finanza

FINANZA/ 2. Italia e Spagna prossimi bersagli dei mercati

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In altre parole, con sempre maggiori depositi che escono dalle casse di banche italiane e iberiche con destinazione Germania e Finlandia (oltre alla Svizzera), l’unico modo per finanziare le liabilities della banche, al netto del mercato interbancario sempre più congelato nonostante le aste Ltro, saranno proprio i soldi della Bce. Ovvero, apparentemente le banche italiane e spagnole sono completamente dipendenti da Francoforte, delle banche-zombie. Inoltre, il calo dei depositi non farà che aumentare il bisogno di ridurre assets e quindi accelererà l’acuirsi dei problemi per le banche italiane e iberiche, di fatto concentrando in esse un rischio sistemico (almeno tre delle cinque richieste di Alfano, credito a imprese e famiglie, irrevocabilità dei prestiti e mantenimento dei livelli occupazionali, sono già andate a farsi benedire stante questi numeri). E questo si tradurrà, nuovamente, in un’impennata delle curve obbligazionarie, trend potenzialmente incontrollabili che potrebbero produrre danni seri sia alle banche che alla Bce, sia a livello di call sui margini che di collaterale.

Altri numeri. Le banche spagnole hanno toccato un nuovo record di debito con la Bce, raggiungendo a febbraio quota 152,4 miliardi di euro dai 133,2 miliardi di euro del mese precedente. E ancora: «Non ci sarà un aumento dell’esposizione al debito sovrano italiano o spagnolo nei bilanci delle banche francesi e in particolare della Societè Generale, perché non siamo gli acquirenti naturali di questo debito». Lo ha affermato l’amministratore delegato di SocGen, Frederic Oudea, durante una conferenza a Parigi. «Gli acquirenti naturali sono piuttosto gli assicuratori, i fondi pensione, gli investitori», non tanto le banche che «in questo momento hanno bisogno soprattutto di cuscini di sicurezza». Insomma, al netto dell’ottimismo del vice-ministro dell’Economia Vittorio Grilli, secondo cui il calo dello spread italiano è dovuto «al ritorno degli investitori istituzionali esteri», non si capisce chi siano, se non le banche italiane e poco più, gli acquirenti del nostro debito: gli americani no di certo, i fondi orientali tantomeno, visto che lo hanno scaricato dopo il nostro downgrade e i partner europei neppure.

Chi investe nel nostro debito? Cinesi (negli ultimi dodici mesi hanno promesso acquisti di debito dell’eurozona cinque volte, non cacciando mai fuori uno yuan)? Russi (questo spiegherebbe l’importanza data da Silvio Berlusconi alla sua recente visita da Putin)? Arabi (al momento appaiono più interessati a spolpare le carcasse di Grecia e Portogallo)? Boh, una cosa è certa: a far scendere il nostro spread - cosa benedetta, per carità - è il pericoloso decoupling con la Spagna, ovvero l’ampliamento del differenziale tra Btp e Bonos decennali, sintomo che i mercati hanno rimesso nel mirino la Spagna per i suoi dati macro da incubo (disoccupazione al 25%, quella giovanile al 51%), per le sue banche-zombie e dopo la decisione definita «sovrana» del governo Rajoy di rinegoziare la riduzione del deficit per quest’anno, di fatto mandando in pensione dopo solo una settimana di vita il famoso Fiscal Compact, appena nato e già soggetto a deroghe.


COMMENTI
16/03/2012 - chi ci salverà dallo tzunami finanziario? (antonio petrina)

ecco la domanda, caro bottarelli , che con o senza cinismo occorre rispondere! Buon week end ! a petrina

 
15/03/2012 - Carta igienica binaria (Vittorio Cionini)

Signor Terruzzi, Lei è ottimista se pensa che si tratti di carta igienica. Magari fosse così, sarebbe qualcosa di materiale e "palpabile". Purtroppo si tratta di stringhe di bit registrate nelle memorie di sperduti computer. Se va via la corrente ..... Vittorio Cionini

 
15/03/2012 - se la BCE non procederà . . . (Fabrizio Terruzzi)

Se la BCE non procederà ad altre Ltro rischia di doversi tenere il collaterale ovvero 1000 miliardi di carta igienica (ops, di debito sovrano) con cui potrà solo corredare i WC dell'Eurotower. Presa una strada e quando ormai si è in mezzo al guado bisogna per forza di cose stare al gioco, che piaccia o meno (anche ai tedeschi). Pena delle conseguenze apocalittiche.