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GOLDMAN SACHS/ La banca risponde: la lettera di Smith non riflette il nostro operato

La banca messa sotto accusa dal dirigente dimissionario risponde con una lettera al Financial Times. I nostri dipendenti sono contenti, dicono gli amministratori delegati

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Il caso Goldman Sachs. Una lettera, quella di dimissioni di Greg Smith, direttore esecutivo della banca stessa e super mega manager, che  è stata letta ieri da oltre tre milioni di persone. Una lettera di accuse durissime, in cui una delle banche più importanti del mondo viene definita come un covo di sfruttatori che non ha nessun rispetto per i clienti, anzi li imbroglia regolarmente, così come non ha rispetto dei suoi dipendenti. Nella lettera, le accuse sono indirizzate senza giri di parole ai due attuali responsabili ultimi di Goldman Sachs: "Quando i libri di storia verranno scritti su Goldman Sachs, spiegheranno che l'attuale Ceo, Lloyd Blankfein, e il presidente, Gary D. Coh, non hanno più tenuto conto della cultura di questa azienda. E io credo davvero che il declino nella fibra morale dell'azienda rappresenti la più grave minaccia per la sua sopravvivenza" scrive Smith. La banca già nel mirino da tempo, subisce un nuovo pesante scossone. E risponde in tempi brevi. Un portavoce dell'istituto ha infatti fatto sapere che la lettera del dirigente dimissionario "non riflette il modo in cui conduciamo gli affari. Nel nostro punto di vista, l'azienda può avere successo soltanto quando ha successo il cliente". Poi è arrivata una lettera ufficiale pubblicata dal Financial Times a firma dell'amministratore delegato  Lloyd C. Blankfein, e del  presidente Gary D. Cohn. Nella lettera i due dirigenti si dichiarano delusi da quanto dichiarato da Smith anche, se precisano, ognuno può esprimere la sua opinione. I due dirigenti preferiscono affidarsi ai dati delle ricerche fatte sui circa 30mila dipendenti della banca nel mondo: "All’interno della società, a tutti i livelli, l’89 per cento di voi ha detto che la società fornisce ai clienti un servizio eccezionale. All’interno del gruppo dei circa 12 mila vicepresidenti di settore, di cui faceva parte l’autore del commento di oggi, il numero era ugualmente alto". Cohn e Blankfein poi si definiscono orgogliosi del modo in cui la banca ha reagito alle crisi finanziarie e sono certi che hanno i loro dipendenti lo sono. Nel Regno Unito, aggiungono, Goldman Sachs è stata definita recentemente uno dei posti migliori al mondo dove lavorare.