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Economia e Finanza

SCENARIO/ Fortis: la Germania tiene ancora "in ostaggio" l’Italia

Angela Merkel (Infophoto)Angela Merkel (Infophoto)

Sì, ci sono segnali di crescita, ma con un debito pubblico che sta galoppando. Negli Usa si sta entrando in campagna elettorale e quindi si spende. Sembra tutto sotto controllo, il Fmi sta facendo le sue verifiche. La stima è che gli Usa, nel 2016, avranno un debito in rapporto al Pil uguale a quello dell’Italia. Occorrerà vedere chi vincerà le elezioni e quale politica verrà scelta dopo le presidenziali. Possono cominciare a fare una politica di austerità. Possono anche decidere di rivedere i parametri e i criteri sul debito, possono imboccare una politica keynesiana cercando di annacquare il debito mondiale. Il fatto è che ci troviamo di fronte a un cambiamento, a un mutamento epocale, di cui è difficile prevedere gli effetti.

 

Che cosa si dovrebbe trarre da queste considerazioni?

 

La questione principale è che ormai tutti i Paesi devono fare uno sforzo comune davanti a un simile mutamento. Non si può andare in ordine sparso, con i Paesi più forti che continuano a indebitarsi e i Paesi deboli che devono adeguarsi a politiche di austerità. In questo modo non si favorisce una politica di crescita reale.

 

Appunto, la crescita, la cosiddetta “seconda fase” per noi. Lei è scettico sulle possibilità di crescita?

 

In queste condizioni la crescita non può esserci. È vero che poi la storia del mondo ci riserva sempre delle sorprese e quindi domani, magari qualcuno inventa la macchina all’idrogeno e il mondo riparte. Ma realisticamente, per almeno due o tre anni, non si riesce a vedere la possibilità di una crescita. Come fanno a crescere i consumi? Nei prossimi mesi arriverà la vera contrazione dei consumi italiani, con le tasse imposte dal governo. Io sento parlare di crescita a sproposito, come se si potesse fare per decreto. Sento parlare di buon recupero. Penso che sia già un successo se, nei prossimi due anni, si manterranno le attuali posizioni. E non si può più crescere a debito.

 

Qui bisognerebbe fare un punto sulle responsabilità.