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SCENARIO/ Fortis: la Germania tiene ancora "in ostaggio" l’Italia

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Angela Merkel (Infophoto)  Angela Merkel (Infophoto)

È un esercizio del tutto inutile. Se va male da una parte o dall’altra dell’Atlantico alla fine vanno male tutti e i più deboli pagano sempre più di quelli forti. Certo, gli americani ci hanno regalato la bolla del debito privato nel 2008, adesso quella del debito pubblico. Guardando alla politica economica americana degli ultimi quindici anni, si può dire che, se noi abbiamo fatto una Parmalat, gli Stati Uniti hanno fatto una “grande Parmalat”. Ma tutto questo non serve a nulla. Gli effetti devastanti che ci sono stati bisogna saperli affrontare tutti insieme.

 

Alla fine in che cosa si deve sperare Professore?

 

Gli italiani devono solo sperare che, dopo il 2012, dopo le elezioni in Germania, ci sia una revisione della politica tedesca. Occorre sperare che la Germania rinsavisca del tutto e abbandoni quel tipo di isolamento che ha imboccato. È anche nel suo interesse. Non bastano un paio di aziende automobilistiche forti in Asia per crescere. Qui c’è in ballo un mutamento epocale che riguarda tutto il mondo.

 

Mi scusi un’ultima considerazione sul Fondo salva-stati, di cui si continua a parlare e anche a rinviare. Potrebbe in parte salvare stati in difficoltà, ma potrebbe essere anche il fondo che finanzia grandi progetti comuni europei, non le pare?

 

La nostra memoria è sempre corta. Lo hanno spiegato mesi fa, Alberto Quadrio Curzio e Romano Prodi con un articolo sugli eurobond. Saltavano fuori cifre precise. Speriamo che i tedeschi lo capiscano.

 

(Gianluigi Da Rold)



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