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FINANZA/ 2. Le nuove "regole" per sfidare la crisi

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Sono passati più di tre anni da quando tutto cominciò con il fallimento di Lehman Brothers eppure ancora si parla di crisi, colpiti dalle sue drammatiche conseguenze. È sulla scia del dialogo innescato dal documento a firma di Comunione e Liberazione dal titolo “La crisi sfida per un cambiamento” che un gruppo di studenti dell’Università Bocconi di Milano, a partire da un confronto con il Professor Maurizio Dallocchio, ordinario di Finanza aziendale nella stessa università, ha proposto a coetanei e professori un incontro pubblico lo scorso 12 marzo. Nella storica Aula Maggiore dell’ateneo, davanti a una folta platea di centinaia di studenti, si sono succeduti al microfono assieme al Professor Dallocchio Paolo Zanella, presidente di Antil s.p.a., Marco Notari, direttore generale della cooperativa sociale “Il carro”, e Bernhard Scholz, presidente della Compagnia delle Opere, introdotti da William Barcella in rappresentanza dei ragazzi.

Il tema è provocante, il documento di Cl parla di sfida e di cambiamento, vuole guardare in avanti e non indietro, uscendo da quello che ormai sembra essere il binomio esclusivo del pensiero: indignazione o indifferenza. Da subito viene chiesto agli ospiti di raccontare la loro storia, di coinvolgersi personalmente mostrando cosa ha sostenuto la fatica di questo periodo, cosa ha permesso loro di non arrendersi. Nessuno si è sottratto a questo leale confronto e il clima di umana sincerità che si è respirato ha colpito molti, anche i più scettici.

Per primo Zanella, raccontando lo shock di un’azienda colpita da un improvviso dimezzamento di fatturato, ha sottolineato la necessità di un habitus mentale aperto al cambiamento, l’importanza di saper leggere le correzioni che la realtà fa ai nostri tentativi progettuali per “non andare a sbattere sulle proprie idee”. “Siate capaci di cominciare ogni giorno, senza aver paura di perdere il giorno prima”, ha augurato agli studenti, raccomandando quella sana umiltà d’osservazione che di fronte ai problemi porta a dire: “Come ho fatto a non vederlo prima?”.

Marco Notari ha toccato molti con una storia che pochi avrebbero il coraggio di condividere così liberamente. Responsabile di produzione di un’azienda nel campo della trasformazione della carta, prende in mano l’attività nel 2004 e in poco tempo si trova espulso da tutti i mercati a causa della concorrenza cinese. Tutto cambia e il peggio sembra passato quando la crisi fa crollare il mercato improvvisamente. Nel 2010 è costretto a seguire le procedure fallimentari, aprendo una crisi anche sul fronte più delicato e personale. “La cosa più brutta è stata demolire quello che ho costruito in anni di lavoro. In più c’è stato il confronto con l’ambiente del tribunale”.


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