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Economia e Finanza

REAL ESTATE/ Imprenditori, una nuova sfida per “(ri)costruire” l’Italia

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Svilupperemo un programma di incontri, su tutti e tre i giorni di fiera, dedicato al tema su cui verte lo sviluppo del Paese: la valorizzazione dei beni patrimoniali e la trasformazione delle aree degli enti locali e dello Stato. Ci rivolgeremo ai dirigenti della Pubblica Amministrazione, ai manager delle imprese e ai professionisti del settore perché a partire dallo studio dell’articolo 27 del “Decreto Salva Italia” siano messi in condizione di coglierequesta straordinaria occasione di ripresa per ilreal estate italiano.

Parleremo di Social Housing, una grande promessa che ancora deve diventare realtà. E’ un tema che rappresenta un’occasione concreta per gli operatori, profit e non-profit, per dare una risposta ad un bisogno della società. Confronteremo innovazioni tecnologiche e sistemi di costruzione per la realizzazione di progetti di alta qualità e faremo il punto sulle politiche regionali della casa.

Punteremo sulla necessità di esportare la qualità italiana nei Paesi in via di sviluppo, spronando i nostri imprenditori ad allargare gli orizzonti e a compiere un scatto da quella dimensione “provincialista” ancora presente in molti ambienti.

Lavoreremo sulle varie dimensioni del real estate: Retail, contributo decisivo per la riqualificazione dei centri storici italiani; Logistica, grande occasione di investimento; Turismo, asset strategico per il presente e per il futuro dell’Italia.

Ge.Fi. ha deciso di investire perché crede convintamente nella bontà di questo progetto. Ringraziamo i leaders della community real estate, che stanno sostenendo la costruzione di EIRE 2012, così come i tanti altri soggetti che hanno già dato la loro adesione.La nostra manifestazioneavrà come protagonisti solo coloro che hanno deciso di condividere, attraverso un lavoro comune, un grande rinnovamento del settore e di offrire un contributo concreto alla ripresa.

Facciamo nostro il giudizio di Cesare Balbo: “Solo i codardi chiedono al mattina della battaglia il calcolo delle probabilità; i forti e i costanti non sogliono chiedere quanto fortemente né quanto a lungo, abbiano da combattere, ma come e dove, e non hanno bisogno se non di sapere per quale via e per quale scopo, e sperano dopo, e si adoperano, e combattono, e soffrono così, fino alla fine della giornata, lasciando a Dio gli adempimenti”. (cit. Le Speranze d’Italia).

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