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Economia e Finanza

LIBERALIZZAZIONI/ Forte: una farsa che premia i soliti "intoccabili"

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Sicuramente. Si è mai visto che a fare le liberalizzazioni siano persone che sono, come cultura economica, ideologicamente dirigiste? Non è stato ancora liberalizzato l’appalto delle grandi opere. Un discorso si dovrebbe fare anche sulla Protezione civile, per interventi più rapidi in alcune occasioni. Non parliamo del mercato del lavoro, che sarà poi un altro dei veri banchi di prova. Qui il punto di riferimento resta la proposta di Pietro Ichino, che parte dal contratto unico nazionale. Il contrario di quello che si dovrebbe fare. E cioè, una volta stabilite delle regole generali, in ogni azienda le parti sociali raggiungono il contratto che vogliono, tenuto conto di necessità differenti, di un’enormità di differenze. Da noi, quando si fa il contratto per i metalmeccanici bisogna mettere al suo interno anche quello degli elettromeccanici.

 

L’impressione è che sia uno Stato che non ha voglia di affrontare questa svolta necessaria. Non lo ha fatto in passato, quando ha privatizzato alcuni settori dell’economia, ma non lo fa neppure adesso.

 

Qui c’è un modo paternalista di gestire i problemi. Mi scusi, ma liberalizzare significa togliere alcuni vincoli. Guardiamo anche la questione degli ordini professionali. Una volta fissate nuove regole, che cosa si liberalizza? Si fanno solamente nuove regole, si stabiliscono nuovi obblighi. È la concezione contraria ai processi di liberalizzazione. Ed è per questa mentalità, che certamente è il prodotto antico di una serie di interessi, che le vere liberalizzazioni, quelle che servirebbero a creare nuova occupazione e sviluppo, non si fanno.

 

A questo punto, mi pare che lei sostenga che l’azione del governo si riduce solo a una questione di immagine con questo nuovo “pacchetto” emendato.

 

Finora è così. Ripeto, queste cosiddette liberalizzazioni sono un optional. Magari ce le avrà chieste qualcuno, perché siamo in una condizione di “guardati a vista”. Ma non ne sono nemmeno sicuro. Non so quale interesse possano suscitare anche da chi ci osserva come Paese che dovrebbe liberalizzare la sua economia.

 

(Gianluigi Da Rold)

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