BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IL CASO/ Quella "malattia" italiana che danneggia consumatori e imprese

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Introdurranno il simposio Flavio Felice, Presidente del Centro Studi Tocqueville-Acton e Michele Carpagnano, Condirettore Osservatorio Permanente sull’Applicazione delle Regole di Concorrenza. Interverranno, poi, moderati dal giornalista Marco Cobianchi, Giulio Sapelli (Università degli Studi di Milano), Antonio Pilati (già Componente dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato), Alfredo Macchiati (Università LUISS), Serena Sileoni (Istituto Bruno Leoni) e Riccardo Gotti Tedeschi (Centro Studi Tocqueville-Acton).

«Si tratta di un’occasione importante per riflettere sullo stato attuale della concorrenza in Italia, tema di grande attualità e interesse in questi mesi». A tracciare l’identikit dell’incontro è Michele Carpagnano secondo cui «la concorrenza è divenuta, con il governo Monti, una priorità dell’agenda di governo ed è stata assunta a vero e proprio strumento di crescita e di rilancio economico per il nostro Paese. Si tratta - sottolinea Carpagnano - di un importante riconoscimento della validità (anche sociale) dei valori concorrenziali specie in un momento storico-economico quale quello attuale in cui si registrano (anche a livello sovranazionale) tendenze volte a mettere in discussione la validità stessa del modello concorrenziale e di mercato. In questo contesto - conclude - crediamo che c’è ancora molto da fare, specie in Italia, per diffondere la Cultura della Concorrenza a ogni livello nella società civile».

Sarà incentrata sul concetto di privatizzazione la relazione di Giulio Sapelli secondo cui quest’ultime «negli anni '90 furono una occasione mancata. Senza le liberalizzazioni effettuate per tentare di risanare il debito pubblico, queste si trasformarono - anticipiamo dalla relazione dell’economista - di fatto in una sorta di deprivazione di una parte importante del patrimonio industriale sotto la sovradeterminazione dell’oligopolio finanziario internazionale e di omofiliaci gruppi di interessi nazionali. Gran parte delle ragioni della mancata crescita endogena che oggi la crisi economica mondiale esalta - rileva Sapelli - risiede nell'errata politica di privatizzazione di quegli anni».

Anche Pilati sostiene che «nel corso degli anni si sono fatti certamente passi in avanti grazie all'attività svolta dalle Autorità di settore e dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ma vi sono ancora dei settori protetti che faticano a liberalizzarsi (come quello dell'energia e quello dei servizi pubblici locali) e pertanto l’azione riformatrice deve oggi focalizzarsi soprattutto a livello locale». Gli fa eco Macchiati secondo cui i «motivi dello scarso incardinamento della concorrenza vanno ricercati nel fatto che negli ultimi venti anni i gruppi d'interesse più influenti hanno come unico obiettivo il mantenimento delle loro rendite e l’immobilità. E la concorrenza - avvalora - è l’opposto dell'immobilità: è dinamismo, è abbattimento di barriere, è decentramento delle decisioni economiche».


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
20/03/2012 - due paesi europei (francesco taddei)

vorrei che il Dott. Sapelli quando parla di liberalizzare il settore dell'energia (secondo me strategico per un paese) portasse il riferimento della francia in materia.