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RIFORMA FISCALE/ Il commercialista: vi spiego cosa cambia col ddl del governo

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Sì, anche se in realtà si tratta più che altro di un cambiamento di nome perché la sostanza rimane la stessa. Chiamiamola così, Iri, però rimane la direzione giustamente intrapresa di assimilare i redditi prodotti all'interno della impresa a un unicum.

 

Si introduce una sola tassazione uguale per tutte le imprese e professioni indipendentemente dalla forma giuridica. 

 

Sì,  ma anche  indipendentemente dal reddito prodotto.  L'idea che sembra di capire dal ddl è quella di assimilare, di eliminare la distinzione in parte per quel che riguarda il reddito prodotto all'interno della impresa. Poi eventualmente il prelievo fatto dall'impresa o dal professionista si parifica per quella che è la sua natura.

 

Del taglio agevolazioni che parere ha? Il decreto in questo senso non è molto chiaro.

 

Il fatto che non vengano specificati i tagli probabilmente riflette l'esistenza di riordinare il tema delle agevolazioni. Oggi sono molte, sparse qua e là e a volte gli amministratori si dimenticano della loro esistenza. Ce ne sono alcune che non hanno più ragione di esistere, il ddl esprime l'esigenza di riordinare il meccanismo delle agevolazioni e definirlo man mano che l'agevolazione si rende necessaria.

 

Con la speranza che non vengano tagliate le agevolazioni per le famiglie.