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RIFORMA FISCALE/ Spariscono le tre aliquote Irpef, tutte le novità

Pubblicazione:martedì 20 marzo 2012

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Riforma fiscale, il governo ha preparato la delega che prevede significativi cambiamenti sull'argomento. Secondo l'esecutivo si tratta di correggere aspetti critici che minacciano e danneggiano gli investimenti e quindi la crescita economica. Il nuovo provvedimento sarà al Consiglio dei ministri questo venerdì salvo sorprese dell'ultimo minuto: se il Parlamento approverà il consiglio dei ministri avrà poi nove mesi di tempo per accentuarne i dettagli previsti. Al momento si configurano questi passaggi già decisi nella bozza di ddl. Via le tre aliquote Irpef del 20, del 30 e del 40%. Erano state introdotte dal governo Berlusconi, ma mai approvate in modo definitivo. Nel decreto del governo Berlusconi si fissavano le tre quote, ma non si indicavano i limiti degli scaglioni di reddito. Il nuovo decreto fiscale le elimina perché avrebbero avuto «effetti redistributivi e di gettito del tutto indeterminati». Capitolo evasione: tutti i soldi recuperati verranno usati per ridurre la pressione fiscale. Un meccanismo questo già previsto dalla manovra del precedente governo. Vengono aggiunti due preliminari: la nascita di una commissione in grado di misurare i risultati della lottall'evasione fiscale a cui parteciperà l'Istat insieme alle altre amministrazioni in modo da calcolare quanto ogni anno viene perso dal Fisco per colpa dell'evasione. Una seconda misura prevede di dare via al fondo per la riduzione strutturale della pressione fiscale. Quindi il taglio alle agevolazioni. Vengono salvate le agevolazioni cosiddette intangibili: qui dovrebbero rientrare anche se al momento non viene indicato agevolazioni come quelle per i famigliari a carico e la deduzione dei contributi obbligatori. Si prevedono poi incentivi per la ricerca e lo sviluppo e la tutela dell'ambiente. Via invece le spese fiscali definite obsolete, di modesto importo unitario e dedicate a un numero modesto di beneficiari. Ci vorrà invece qualche anno per applicare la riforma del catasto: si cambierà unità di misura, invece che i vani si calcolerà sul metro quadro. Il vecchio sistema infatti produceva ingiustizie viene detto: «l'attribuzione di rendite diverse ad immobili uguali ma diversamente strutturati al loro interno». Via l'Ires, l'imposta sul reddito delle società, con l'introduzione dell'IRI, l'imposta sul reddito imprenditoriale. In tal modo, dice il decreto,  si potrà «evidenziare il contributo lavorativo dell'imprenditore» tassando allo stesso modo tutte le imprese indipendentemente dalla forma giuridica.


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