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AUMENTO IVA/ Stangata da 803 euro a famiglia in arrivo

Le associazioni dei consumatori chiedono al governo di abbassare l'iva: ogni famiglia italiana potrebbe pagare 803 euro all'anno in più, una spesa non possibile per molti

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L'aumento dell'Iva ordinaria, calcolato con punte che arrivano fino al 23,5% e l'aumento dell'aliquota intermedia a sua volta fino al 12,5% colpirà in modo pesante le famiglie italiane. Una stangata in arrivo, l'ennesima, per milioni di famiglie che secondo i calcoli potrebbero arrivare a pagare anche 803 all'anno. I conti li hanno fatti le associazioni dei consumatori aderenti al Comitato contro le speculazioni e per il risparmio. Nel dettaglio, si tratta di una spesa in più di 418 euro a famiglia che diventano 803 se si calcola l'aumento precedente dell'Iva. Ovviamente le associazioni dei consumatori hanno già inviato al capo del governo la richiesta di fermare l'aumento e di tornare alle quote precedenti. L'aumento di 418 euro è dovuto agli effetti diretti della legge, spiega il comunicato diffuso dal Comitato senza considerare arrotondamenti e fenomeni speculativi. Il precedente aumento aveva invece già determinato un aumento di 385 euro a famiglia (l'aumento era stato dal 20 al 21%): sommando si ottiene 803 euro annui. La spesa, continua il comunicato, non è affrontabile da moltissimi cittadini che non possono permettersela e li spingerebbe nella fascia della povertà. I consumi ne risentiranno e le piccole e medie imprese avranno ricadute pesanti. "L’aumento dell’Iva, inoltre, accentuando la crisi delle imprese, porterebbe a licenziamenti di massa con effetti disastrosi anche sul fronte sociale” si dice ancora nel comunicato. Si aggiunge al coro di lamentele delle associazioni familiari anche la Fiesa, la Federazione Italiana Esercenti Specialisti dell’Alimentazione che fa parte di Confesercenti. Nel settore alimentare infatti viene stimato un aumento di spesa di 66 euro a famiglia per quanto riguarda gli alimentari. Ciò, viene detto, porterà al fallimento e chiusura di molti negozi di alimentari: "Considerando la stretta nel settore immobiliare, l’aumento dei costi per le utenze, e l’Imu, entro il prossimo autunno altri duemila negozi che vendono alimentari rischiano di questo passo di chiudere in via definitiva i battenti". Come già stato segnalato in precedenza il consumo degli alimentari è sceso tra il 2007 e il 2010 del 6,3%. In particolare i cereali scendono del meno dieci per cento, olio e grassi dell'8%, gli alcolici del 7%, carne e latte del 6%.