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LIBERALIZZAZIONI/ Farmacie, banche e benzinai. Mingardi (Ibl): un "successo" solo mediatico

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Sono molti i punti del decreto che infatti non convincono Mingardi: «Innanzitutto l’idea di introdurre di fatto dei controlli sui prezzi nel sistema bancario, partendo dalla inspiegabile volontà di abolire le commissioni su tutti i conti correnti dei pensionati. Questo è esattamente il contrario del concetto di liberalizzazione, al di là della bizzarra convinzione secondo cui le banche non riverseranno i costi che devono sostenere per offrire servizi ai pensionati e ad altre fasce della loro clientela. Il decreto non rivede da nessun punto di vista la bizzarra idea per cui lo Stato sarebbe capace di definire meglio di altri quale sia il giusto numero di farmacie o di notai che devono operare in Italia. Il fatto che il numero sia aumentato non implica un cambiamento di paradigma, tant’e’ che permane la pianificazione dell’offerta da parte dello Stato. Riguardo i benzinai, è invece interessante che questi possano finalmente vendere tabacchi, bevande e giornali, come positivo è rendere più facile il ricorso al self service, norma però gravemente depotenziata dal fatto che sarà applicabile solamente fuori dai centri urbani». In conclusione, spiega Mingardi, «questo decreto può anche aver suscitato qualche entusiasmo: è stato confezionato a regola d’arte dal punto di vista mediatico, e questa sua eccellente forza mediatica ha fatto trasparire la possibilità di un cambiamento culturale di cui l’Italia ha bisogno. E’ però del tutto evidente che non sono queste le misure di liberalizzazioni che potranno portare al nostro Paese quel ritorno alla crescita di cui ha bisogno».

 

(Claudio Perlini)

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