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FINANZA/ Arrigo: Passera, invece di aumentare l'Iva vendi Fs e Poste

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Eni ed Enel non erano neanche privatizzabili, ma Amato attuò quel provvedimento di trasformazione giuridica da enti pubblici in società per azioni per avviare poi il processo di privatizzazione. Al contrario del governo Amato, che aprì fin da subito il capitolo dismissioni, con il governo Monti l’idea di ridurre gli asset pubblici mettendoli sul mercato non è stata nemmeno contemplata, e questo è davvero stupefacente perché non c’è nulla che segnali l’intento di ridurre il peso dello Stato sul sistema economico. Si tratta dopotutto di segnali facili da offrire, perché dipendono soltanto dalla volontà dello Stato. Chi potrebbe fare resistenza? Dopo avere accettato il cambiamento dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, nemmeno gli stessi sindacati possono opporsi alla privatizzazione di Poste e Ferrovie dello Stato.

 

Francesco Rutelli ha dichiarato: “Non possiamo immaginare di poter svendere Eni, Enel e Finmeccanica, che sono i nostri gioielli pubblici”. Che cosa ne pensa di questa affermazione?

 

Potrebbero incominciare a vendere quelli che non sono i gioielli, come le Poste e le Ferrovie dello Stato. Il premier inglese John Major nel 1995 vendette le ferrovie, e da allora i passeggeri sui treni britannici sono raddoppiati e le merci sono aumentate del 70%: privatizzare quindi ha prodotto crescita.

 

Ma esistono degli acquirenti in grado di rilevare poste e ferrovie in Italia?


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