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Economia e Finanza

OCSE/ Bene la riforma del lavoro. Monti uomo giusto al posto giusto

Il segretario generale dell’OCse, Angel Gurria, durante una conferenza stampa a Bruxelles, si è anzitutto detto soddisfatto della riforma del mercato del lavoro e dell’operato del governo

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L’Italia e il suo governo sono promossi a pieni voti dall’Ocse. Il suo segretario generale, Angel Gurria, durante una conferenza stampa a Bruxelles, si è anzitutto detto soddisfatto della riforma del mercato del lavoro proposta in un Ddl dal governo. Secondo Gurria il testo della Fornero rappresenta un passo decisivo per risolvere i problemi del nostro mercato occupazione. Potrebbe, in particolare, favorire la creazione di nuovi posti. Secondo l’alto funzionario, il pacchetto di misure proposte risponde alle sfide presenti nel paese ormai da decenni, andando incontro alla necessità di sanare il problema della bassa partecipazione delle donne al mercato del lavoro e quella dei giovani, decisamente più colpiti dalla crisi degli altri. Piena soddisfazione è stata espressa soprattutto per il nuovo articolo 18. L’Ocse, infatti, ha precisato che da tempo aveva chiesto all’Italia di chiarire e precisare la disciplina sul licenziamento per i lavoratori assunti a tempo indeterminato, oltre che di disincentivare l’utilizzo di contratti a tempo, di implementare gli ammortizzatori sociali e di facilitare il passaggio dal mondo dello studio a quello del lavoro.

Per questo, l’Ocse ha dato all’Italia pieno appoggio e sostegno per portare a termine «l’ambizioso programma di riforme economiche». Rispetto al nostro presidente del Consiglio, Gurria a espresso il completo apprezzamento del suo operato, affermando: «Monti è l'uomo giusto, al momento giusto, nel posto giusto, approviamo tutte le misure che ha preso e spero che anche la riforma del lavoro sia approvata parlamento il prima possibile». Il segretario generale ha, inoltre, lodato quanto sinora fatto dal nostro Paese per raggiungere l’obiettivo del risanamento dei conti pubblici, precisando che grazie a delle misure regolamentari potremo tornare a crescere tra lo 0,6% e lo 0,8% all'anno. Oltre alla riforma del mercato del lavoro ha espresso soddisfazione per le misure relative alla semplificazione, alle liberalizzazioni, e alla deregulation. «Tutte queste misure sono equamente importanti. L'Italia è un buon esempio», ha aggiunto, affrontando il tema della crisi dell'eurozona, in grado di determinare ricadute globali.