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CALCOLO IMU/ Riforma del catasto. L'esperto: vi spiego come evitare un "flop"

Pubblicazione:mercoledì 28 marzo 2012 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 28 marzo 2012, 19.35

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Cosa è necessario fare perché non diventi tale?

Ci sono situazioni in cui i notai stessi si trovano a fare una verifica e non ce la fanno perché hanno di fronte situazioni che vanno sanate. Io non sono un sostenitore dei condoni, ma mi auguro che come successo ultimamente per alcune norme del lavoro, che se il catasto andasse veramente alla verifica dei calcoli per la tassazione ci sia un provvedimento adeguato per ogni singolo caso.

Ad esempio?

Ad esempio per colui che non sapeva o che ha sbagliato facciamo un adeguamento piuttosto che portare avanti la farraginosa macchina dell'accertamento, dell'esazione, della commissione tributaria, dell'impugnazione che poi renderebbe inutile tutto il valore di una riverifica del catasto. 

Evitiamo di impantanarci nell'usuale burocrazia fiscale, insomma.

Lo Stato ha dritto di verificare, ma sia abbastanza intelligente di prevedere un adeguamento in caso in cui ci sia un disvalore o un adeguamento o qualche provvedimento preso dai comuni in maniera diversa dal privato. Non un condono, ma la possibilità di adeguare l'immobile senza che si arrivi al contenzioso perché se questo provvedimento porta al contenzioso  ce ne saranno a valanga e non è questo che vogliamo.

Il governo dice che sarà una manovra a saldo zero, che quanto incassato sarà ridato ai cittadini con lo sconto sulle aliquote fiscali.

Stiamo parlando di una legge delega sul fisco al cui interno c'è una riforma. Abbiamo visto purtroppo come è finito il federalismo fiscale, che aveva una marea di regolamenti di legge  che poi allo stato delle cose risultano non  ancora in essere. Lo Stato italiano se da un certo punto di vista con certe manovre ha riprecisato alcune cose importanti, deve però iniziare a imparare che rispetto alla politica dell'accertamento come anche questa è, vale il principio di un accertamento patteggiato. 

Cioè?

Un modo di procedere che porti a un introito diretto, se questo introito ci deve essere, una concordia diretta tra il contribuente e lo Stato al fine di arrivare a un risultato per entrambi immediato. Faccio un esempio: avere una autocertificazione da verificare accelerata rispetto a un unico accertamento evitando che l'ufficio apposito debba uscire sul luogo per fare la verifica dei vani o delle metrature per poi arrivare sul posto e trovare la porta chiusa o non trovare l'immobile… Insomma vorrebbe dire una manovra elefantiaca e senza fine.



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