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Economia e Finanza

QUALCOSA DI SINISTRA/ Tra Italia e Usa spuntano le “balle” di Marchionne

Sergio Marchionne (Imagoeconomica)Sergio Marchionne (Imagoeconomica)

Le vetture europee più vendute in Nordamerica sono quelle di marca tedesca. Ma la Bmw si limita a fabbricare in Europa solo i motori destinati agli Stati Uniti, le automobili le produce (e assembla il tutto) nello stabilimento americano di Spartasburg. La Mercedes produce in Alabama. La Volkswagen in Messico. Toyota e Honda producono in loco con i loro “transplant”.

Ma allora? Se la sfida di produrre in Italia e vendere in America sarà persa, o magari neanche giocata, cosa accadrà a due dei cinque stabilimenti italiani della Fiat? L’ha già fatto capire Marchionne, anticipando di fatto lo scenario della prossima emergenza: il problema dell’eccesso di capacità produttiva in Europa, ha detto, “richiede uno sforzo congiunto coordinato dei paesi europei, non può essere lasciato a soluzioni nazionali”. Insomma, la palla passa a Bruxelles. Per risolvere i problemi della Fiat come quelli della Psa e della Renault. A meno di miracoli, è questione di mesi.

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