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SPESA FAMIGLIE/ Bortolussi (Cgia): 2500 euro al mese non bastano? Facciamo come la Francia

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Ma non solo: «L’economia deve riprendere a marciare. In tal senso sarà fondamentale che le banche iniettino liquidità nel sistema. E che, al più presto, decidano di consentire erogazioni di credito anche di entità minima alla imprese. Per pagare le utenze, magari». Si diceva di chi ha un doppio lavoro. «Sei milioni corrispondono a 2,7 milioni di unità di lavoro standard. Dentro c’è di tutto. Chi arrotonda per vivere, chi per mandare i figli a scuola. E il sommerso, secondo le mie stime, addirittura è sopra i 100 miliardi. Certo, si tratta di un danno per le imprese che devono pagare e subiscono la concorrenza sleale». Ma, anche in tal caso, bisogna leggere la realtà nei suoi risvolti: «Paghiamo più tasse di tutti i paesi europei, esclusi Svezia e Danimarca. Ove, tuttavia, vi è un tasso di coesione sociale estremamente elevato e servizi avanzati in tutti i campi».

Le cose, in Italia, sembrano volgere al peggio: «La pressione fiscale continuando drammaticamente ad aumentare. Ci sono aziende che arrivano al 65% di imposizione tributaria. Gli imprenditori che si suicidano rappresentano un grido che va raccolto. Non si tratta di “deboli”, ma di uomini disperati che, magari, vantano crediti nei confronti dello stato e, prima di compiere l’estremo gesto, pagano tutti i loro debiti. Ma sono convinti di non aver alternativa perché, semplicemente, non c’è più lavoro e la loro impresa, in ogni caso, chiuderà». 

 

(Paolo Nessi)



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