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Economia e Finanza

FINANZA/ 1. Grecia, un altro buon affare per le banche

Manca poco all’inizio dell’operazione swap sul debito greco che condiziona anche il salvataggio europeo di Atene. MAURO BOTTARELLI avvisa di alcuni rischi al riguardo

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Avviso ai naviganti: fregature in vista. La Consob ha inviato una lettera ad Abi, Assosim, Assoreti e Federcasse affinché forniscano un’accurata informazione alla clientela, in particolare i piccoli risparmiatori, sull’offerta di ristrutturazione del debito greco. Operazioni di scambio per le quali - ohibò - non esiste obbligo di prospetto illustrativo. Al riguardo, la Consob richiama l’attenzione degli operatori al rispetto delle regole di condotta previste dalla disciplina in materia di servizi di investimento: in particolare, raccomanda a tutti gli intermediari che detengono per conto della clientela strumenti finanziari coinvolti nell’operazione greca di predisporre le necessarie misure volte a garantire agli investitori un’informativa tempestiva e adeguata in merito ai termini e alle condizioni dell’offerta.

Insomma, la Consob - conoscendo le condizioni reali di mercato che gravitano attorno allo swap greco in queste ore - mette le mani avanti e dirama un appello che è, nei fatti, un avvertimento a stare alla larga dal pasticciaccio del debito di Atene. E non si può darle torto, anzi, perché dietro l’ufficialità si stanno costruendo trame tali che non mi stupirebbe se tra l’8 e il 9 marzo la Grecia facesse default (salvo l’ennesimo intervento salvavita del defribillatore Ue, ormai un po’ scarico però) o comunque prima del 20 marzo. Almeno questa è la vulgata che circola nelle sale trading londinesi.

Partiamo da un primo dato. A pochi giorni di distanza dai tagli del rating di Fitch e Standard&Poor’s, anche Moody’s ha ridotto la propria valutazione su Atene al livello più basso delle sua scala di credito, a C da Ca, ovvero a “spazzatura”, senza assegnarle un outlook: “no future”, canterebbero i Sex Pistols. E avverte: anche se lo swap sarà completato, i rischi di default restano alti. «La proposta per il settore privato, che rappresenta una precondizione per ulteriori aiuti dall’area euro, costituisce un “exchange distressed” e quindi pone la Grecia sull’orlo del default. Definiamo “exchange distressed” uno scambio che si traduce in perdite per gli investitori rispetto alla promessa iniziale», ma senza il quale il default è certo. «Ambedue le condizioni si verificano nel caso della Grecia, dato che il coinvolgimento del settore privato è una precondizione per la Grecia per ottenere aiuti e quindi evitare un default sui pagamenti».

Secondo dato. Venerdì i depositi overnight degli istituti di credito presso la Banca centrale europea hanno raggiunto la cifra record di 777 miliardi di euro, oltre 300 miliardi in più rispetto al giorno precedente e 250 miliardi più del record toccato a metà gennaio. Insomma, i piagnoni hanno drenato 530 miliardi dalla Bce per tre anni all’1% e poi sono andati a rimetterci lo 0,75% - la Bce paga per quei depositi lo 0,25% - pur di blindare il malloppo nei forzieri dell’Eurotower piuttosto che erogare credito o comprare debito con il carry trade. Qualcosa, però, venerdì è stato comprato sul mercato e a spron battutto. E, quindi, venduto come se non ci fosse un domani. I contratti di credit default swap sul debito greco a cinque anni sono volati a livelli record, 76 punti base up-front in un giorno, segnalando il 99% di probabilità di default sugli schermi Bloomberg. In contemporanea, il prezzo dei bonds greci soggetti a swap è crollato sotto quota 19 centesimi, quando in base ai termini dell’accordo tra Grecia e creditori privati dovrebbero trattare a 25-26 centesimi.


COMMENTI
05/03/2012 - In attesa del 20 marzo... (Giuseppe Crippa)

Ho un amico che qualche mese fa ha acquistato bond greci in scadenza il 20 marzo prossimo a meno della metà del valore nominale (ora quotano un quarto) Tra qualche giorno mi saprà dire se e a quanto gli saranno rimborsati. Se qualcuno è interessato all'informazione, sarà un piacere per me fornirla.

 
05/03/2012 - il problema è . . . (Fabrizio Terruzzi)

ovvio che mi tengo lontano dalla Grecia. Ma il problema è: con la prospettiva del default greco che faccio dei BTP? Incasso e deposito il ricavato presso la BCE perchè al momento non esiste altro posto al mondo dove potrei metterlo al sicuro?