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Economia e Finanza

FINANZA/ 2. I "segreti" dei banchieri contro imprese e famiglie

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Resta la questione di fondo: le banche stanno restringendo il credito a imprese e cittadini, come segnalano gli ultimi dati ufficiali che mostrano un indubbio rallentamento nelle erogazioni. I banchieri replicano che sono anche in flessione le richieste di nuovi investimenti. Insomma, la domanda cala e pure l’offerta flette. Ma c’è dell’altro, come ha svelato in un recente seminario milanese a porte chiuse il direttore centrale dell’Abi, Gianfranco Torriero. C’è una regolamentazione della Vigilanza che in Italia è più stringente e vincolistica rispetto a quella di altri paesi europei. In altri termini, ha dimostrato l’esponente dell’associazione bancaria con dati, tabelle e slide, le banche italiane rispetto a quelle di altri paesi europei devono avere a disposizione più capitale per concedere mutui e prestiti. C’è, insomma, una disparità concorrenziale dovuta a regole più restrittive della Banca d’Italia ora governata da Ignazio Visco e prima da Draghi. Una tesi esposta alla presenza dell’ex capo della Vigilanza di Palazzo Koch, Stefano Mieli.

Ma i vertici dell’Abi preferiscono non aprire un’ostilità pubblica con l’Istituto di via Nazionale, preferendo elogiare, diplomaticamente, Bankitalia: “Il nostro rapporto con Banca d’Italia - ha detto Mussari domenica scorsa a Dario Di Vico de Il Corriere della Sera - è corretto e leale. E sottoscrivo tutte, dico tutte, le cose che il governatore Visco ha detto al Forex di Parma”. Delle slide di Torriero sulla disparità concorrenziale a causa del regolatore meglio non parlare, almeno in pubblico e ai giornali. 

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