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ADDIZIONALE IRPEF/ Busta paga più leggera a marzo. Il commercialista: colpa delle tasse di Monti e Tremonti

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In questo momento è però difficile parlare di politiche di sviluppo, vista la situazione economica generale, ma così si rischia di entrare in un circolo vizioso in cui vegono privilegiate operazioni di politica economica che aumentano le imposte, andando quindi a ridurre la ricchezza disponibile e portando a una depressione della crescita economica. Una politica di sviluppo a quanto pare sembra irrealizzabile, anche se è chiaro che se si cominciasse a pensare a strategie economiche di questo tipo, avremmo degli effetti migliorativi per la ricchezza del Paese. È vero anche che l’urgenza della situazione ha portato a intervenire su quello che ha l’effetto più immediato, ma forse sarebbe stato meglio pensarci qualche anno fa. Per il futuro spero quindi nella creazione di una reale politica economica di sviluppo, vale a dire l’unica forma che può creare un circolo virtuoso: in caso contrario, rischiamo di avvitarci in una recessione stile Giappone, da cui ancora oggi fatica a riprendersi».

 

(Claudio Perlini)

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COMMENTI
06/03/2012 - non Giappone ma Grecia (o Argentina...) (Mariano Belli)

Innanzitutto il paragone non va fatto col Giappone, che ha una sua moneta e nessuno che gli imponga politiche restrittive e di rientro del debito pubblico (noi grazie al "fiscal compact" appena firmato da Monti dovremo rimborsare un migliaio di miliardi nei prossimi 20 anni...), ma va fatto con La Grecia, una nazione e un popolo drammaticaamente in ginocchio a causa della follia e dell'arroganza degli eurocrati al potere. Inoltre, dove sta scritto che non si può fare una politica di sviluppo? Basta uscire dall'Europa e dai suoi lacci che ci strangolano, riappropriarci della sovranità monetaria, stampare moneta, fare un parziale default sul debito come l'Argentina, e quindi liberare tutte queste risorse per lo sviluppo economico e per il lavoro, di giovani e non. Svegliatevi prima che sia troppo tardi.